Villa, Rolex e conti in Austria: la maxi confisca da 1,5 milioni all’imprenditore che truffava 835 clienti sulle auto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Trieste ha messo la parola fine a una vicenda giudiziaria che si trascinava ormai da anni, disponendo la confisca definitiva di un patrimonio immobiliare e finanziario del valore di circa un milione e mezzo di euro; a perderne la proprietà, in favore dello Stato, è Fabrizio Bruno, imprenditore sessantunenne originario di Latina ma con interessi commerciali estesi fino al Friuli Venezia Giulia, ritenuto socialmente pericoloso e già noto alle forze dell’ordine per una serie di precedenti specifici. Le Fiamme Gialle del capoluogo giuliano, e in particolare il nucleo G.I.C.O. specializzato nella criminalità organizzata, hanno eseguito il provvedimento mettendo le mani su un tesoretto che racconta, da solo, lo stile di vita dell’indagato: una villa con piscina, un appartamento, cinque autovetture di alta gamma – nel dettaglio, Mercedes e Audi – undici orologi di lusso firmati Rolex e Cartier, e infine 150 mila euro in contanti, una parte significativa dei quali (47 mila euro) era stata abilmente occultata in un conto corrente oltre confine, in Austria.

L’ingranaggio della frode: auto importate, chilometri azzerati e Iva evasa

Il meccanismo truffaldino che ha consentito a Bruno di accumulare tali ricchezze, come ricostruito dagli inquirenti fin dal 2019 su impulso della Procura di Udine, era collaudato e operava su scala nazionale attraverso autosaloni attivi sia nel Lazio che in provincia di Pordenone. L’imprenditore proponeva alla clientela, ignara, l’acquisto dell’auto dei sogni a prezzi particolarmente vantaggiosi, spacciandole per “seminuove” di provenienza tedesca; in realtà, una volta importati dalla Germania, quei veicoli subivano una manipolazione sostanziale che ne riduceva il chilometraggio anche del settanta per cento rispetto a quello reale, un’operazione finalizzata a incrementarne artificiosamente il valore commerciale. Non solo: le pratiche di immatricolazione venivano gestite in modo fraudolento, spesso in assenza dei reali requisiti di legge, per evadere il versamento dell’Iva, e questa doppia illiceità finiva per riverberarsi a danno degli acquirenti, i quali si vedevano successivamente sequestrare le carte di circolazione dalle autorità, ritrovandosi con un mezzo non a norma e senza tutela.

Un esercito di vittime e la sproporzione patrimoniale

L’impatto sociale dell’operazione è reso evidente dal numero delle persone finite nella rete del sessantunenne: sul territorio nazionale, le vittime accertate ammontano a 835, e di queste 111 risiedono in Friuli Venezia Giulia, con una distribuzione che vede 55 raggirati in provincia di Pordenone, 37 a Udine e 19 a Trieste. A supportare la richiesta di confisca, però, non è stata solo la mole di reati contro il patrimonio, bensì il meticoloso lavoro di analisi condotto sulle disponibilità economiche dell’indagato e del suo nucleo familiare; gli approfondimenti patrimoniali, estesi anche alla moglie verso cui erano state intestate formalmente alcune proprietà come la lussuosa villa con piscina, hanno fatto emergere una macroscopica sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni effettivamente posseduti o i consumi sostenuti. Una forbice quantificata in sede giudiziaria in circa quattro milioni di euro, un divario che ha convinto i giudici della natura illecita dell’accumulo e che ha retto al vaglio della Corte di Cassazione, la quale ha confermato il carattere definitivo dell’ablazione, sancendo così l’ingresso nel patrimonio statale di quei beni.

Description: Maxi confisca da 1,5 milioni a imprenditore che truffava 835 clienti vendendo auto tedesche con chilometri ridotti. Villa, Audi, Rolex e contanti in Austria allo Stato.

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