Bosco Ospizio, attivisti sulle ruspe: lavori fermati e via Emilia bloccata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli attivisti del Bosco Ospizio sono entrati nel cantiere di Reggio Emilia e sono saliti sui mezzi da lavoro per interrompere le operazioni di abbattimento degli alberi. La protesta è scattata nella mattina di giovedì 1° ottobre, appena un giorno dopo l'avvio effettivo dell'intervento nell'area verde del quartiere Ospizio. Le forze dell'ordine hanno fatto scendere i manifestanti dagli escavatori e li hanno portati fuori dall'area, mentre all'esterno un altro gruppo ha occupato la via Emilia, provocando il blocco della circolazione e pesanti ripercussioni sul traffico.

Il blitz nel cantiere dopo l'avvio degli abbattimenti

L'azione è iniziata nelle prime ore della giornata, quando gli aderenti ad Assemblea Bosco Ospizio si sono ritrovati per il sessantesimo giorno consecutivo di presidio permanente. Alcuni sono riusciti a entrare nell'area interessata dai lavori e si sono arrampicati fisicamente sui mezzi della ditta esecutrice, impedendo temporaneamente la prosecuzione delle operazioni. Polizia di Stato e altre forze dell'ordine presenti sul posto sono intervenute per liberare il cantiere: i manifestanti sono stati prelevati uno dopo l'altro e identificati. Il giorno precedente erano già state denunciate sei persone che si erano introdotte nell'area per cercare di fermare le operazioni.

La protesta si è poi spostata sulla strada. Circa un centinaio di persone si sono sedute e sdraiate sulla carreggiata in direzione Rubiera, esponendo striscioni e lanciando cori. Per ragioni di sicurezza la viabilità è stata deviata e la chiusura ha prodotto lunghe code sia in entrata sia in uscita dalla città, coinvolgendo anche il trasporto pubblico. Il reparto mobile della Polizia di Stato ha contenuto i manifestanti durante i momenti di maggiore tensione, senza che venissero segnalati tafferugli. La mobilitazione ha così interessato contemporaneamente il perimetro dell'area verde e uno degli assi stradali più importanti della zona.

Il progetto contestato e cosa sorgerà nell'area

Il terreno interessato dal Pru Ospizio misura circa 45mila metri quadrati ed è rimasto a lungo incolto dopo la demolizione della precedente casa di riposo, favorendo negli anni la crescita spontanea della vegetazione. Il programma urbanistico ha alle spalle un iter iniziato nel 2006 e modificato più volte. Il progetto attuale prevede quattro edifici collegati da un porticato, con funzioni commerciali, sanitarie, culturali e sociali. Oltre al supermercato sono previsti la Casa della Comunità, la biblioteca decentrata e il Polo Sociale e Territoriale, insieme alle relative opere di urbanizzazione.

Uno dei punti centrali dello scontro riguarda proprio la trasformazione del verde esistente. Il piano aggiornato prevede 98 abbattimenti rispetto ai 154 contemplati in una versione precedente e la messa a dimora di 371 nuovi alberi all'interno del comparto. Le alberature presenti nell'area passerebbero complessivamente da 322 a 595, mentre altre piantumazioni sono previste fuori dal perimetro dell'intervento. Il progetto contempla anche la cessione alla fruizione pubblica di circa 23mila metri quadrati di area verde, comprendenti una nuova zona giochi e orti comunali. Le volumetrie sono state ridotte rispetto all'impostazione originaria, passando da circa 20mila a 12mila metri cubi.

La protesta arriva a Bologna e interviene Alessandro Gassmann

La contestazione ha superato i confini di Reggio Emilia. Nella notte alcune attiviste di Extinction Rebellion Bologna hanno ricoperto di manifesti la sede nazionale di Conad Italia, accusando la società di avere opposto un muro ai tentativi di mediazione sulla prosecuzione dell'intervento. L'iniziativa bolognese si è inserita nella mobilitazione iniziata da mesi attorno all'area di Ospizio e proseguita durante l'apertura del cantiere. Il presidio permanente aveva infatti ritardato per settimane l'accesso dei mezzi, prima dell'ingresso delle ruspe avvenuto all'alba del 30 settembre con un consistente schieramento delle forze dell'ordine.

Sulla vicenda è intervenuto anche Alessandro Gassmann. L'attore e regista ha pubblicato sui social un video dedicato all'abbattimento dell'area verde e ha rivolto una critica diretta all'amministrazione comunale. Nel filmato compare la frase «A Reggio Emilia si sta scrivendo una triste storia, in cui l'interesse economico prevale sul valore della vita e della biodiversità». Il suo intervento ha portato la controversia locale all'attenzione di un pubblico più ampio proprio nelle ore in cui gli escavatori hanno cominciato a modificare concretamente l'area.

Il programma comprende anche opere che interessano la mobilità del quartiere: sono previsti mille metri di percorsi ciclopedonali protetti, la riqualificazione di un tratto della via Emilia e una nuova rotatoria in sostituzione dell'attuale incrocio semaforico. Il piano contempla 398 posti auto interrati e 293 in superficie, questi ultimi ridotti di 41 unità rispetto alla variante precedentemente approvata. Per la fauna selvatica, nel 2025 furono effettuati tre interventi notturni con termocamere che portarono al recupero e al trasferimento di un capriolo e sette ricci.

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