Bosco Ospizio, attivisti sulle ruspe e blocco della via Emilia: 98 alberi già abbattuti
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Redazione Interno
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All'alba di mercoledì 30 settembre, un imponente dispiegamento di forze dell'ordine ha permesso l'ingresso dei mezzi da cantiere nell'area verde di via Emilia Ospizio, a Reggio Emilia, dove è prevista la costruzione di un nuovo supermercato Conad e di una palazzina destinata a servizi pubblici. Alcuni manifestanti, sorpresi dall'avvio improvviso delle operazioni, si sono introdotti nel cantiere e si sono distesi davanti a una ruspa: sono stati portati via di peso dalla polizia. Poi, in una settantina, hanno più volte interrotto il traffico lungo la via Emilia.
Un presidio durato due mesi
La mobilitazione andava avanti ininterrottamente dal 3 agosto, quando gli attivisti dell'Assemblea permanente per il Bosco Ospizio avevano frapposto i loro corpi ai mezzi di lavoro, impedendo l'avvio del cantiere e dando vita a un presidio h24 con tende e riunioni quotidiane. Docenti universitari di diverse città, tra cui il meteorologo Luca Mercalli, avevano espresso sostegno alla loro battaglia.
L'area, di circa 45mila metri quadri, era rimasta incolta per oltre vent'anni dopo l'abbattimento della vecchia casa di riposo, favorendo la crescita spontanea della vegetazione: da qui il nome Bosco Ospizio, che richiama l'ospizio fondato nel 1688 dai Padri Minimi.
Il progetto e i numeri del contendere
Secondo il piano urbanistico approvato dal Comune, la superficie edificabile è passata dai 22mila metri quadrati originari ai 13mila attuali. Sono previsti un supermercato, una casa della salute, una biblioteca e un polo per i servizi sociali. Il progetto prevede l'abbattimento di 98 alberi e la piantumazione di nuove essenze, portando il totale in zona a 1.572. Conad Centro Nord ha pubblicato nei giorni scorsi un sito per illustrare i dettagli dell'intervento, precisando che i tagli sono stati ridotti rispetto ai 154 inizialmente previsti.
Gli oppositori contestano il valore ecologico del bosco urbano e chiedono di attendere la pronuncia del Consiglio di Stato, fissata per l'8 ottobre, sul ricorso presentato contro l'opera dopo che il Tar aveva negato la sospensione dei lavori in luglio.
Denunce e reazioni
Al termine della giornata, 25 persone sono state denunciate. La Questura ha notificato quattro fogli di via, che secondo i manifestanti costituiscono un messaggio chiaro: non potete più manifestare, andatevene. In serata, circa 200 tra attivisti e cittadini si sono radunati in piazza Prampolini davanti al municipio per un'assemblea pacifica. «La nostra lotta continua e il presidio non si ferma qui. Continueremo a resistere», hanno dichiarato i partecipanti.
La protesta ha creato imbarazzi nella coalizione di centrosinistra alla guida della città: M5s e Verdi, che esprimono due assessori, hanno manifestato contrarietà al progetto. Nei giorni precedenti una delegazione di residenti favorevoli all'intervento aveva consegnato al sindaco Marco Massari una petizione con oltre 400 firme per chiedere l'avvio rapido dei lavori.
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