Missili iraniani su Tel Aviv, quattro feriti e un cratere nel centro: l’ombra delle bombe a grappolo
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Redazione Esteri
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L’alba di oggi a Tel Aviv è stata squarciata dal boato sordo di un attacco missilistico, il cui epicentro ha restituito l’immagine di un cratere profondo e di una strada ridotta a un cumulo di macerie fumanti. A confermare la natura dell’offensiva, scoccata intorno alle prime luci del 24 marzo, sono state le fonti locali – dal quotidiano Haaretz al Times of Israel – che hanno ricostruito la dinamica di un’incursione arrivata direttamente dall’Iran. I razzi, in particolare uno che i media israeliani descrivono equipaggiato con una testata a grappolo, hanno seminato danni ingenti nel cuore della metropoli. I feriti, stando alle prime rilevazioni, sarebbero quattro: tutti lievi, si precisa, e si trovavano in prossimità di uno dei punti di impatto.
L’esplosione nel centro e la colonna di fumo visibile a chilometri
La detonazione, avvenuta in una zona densamente popolata, ha provocato un’alta colonna di fumo che si è rapidamente alzata al di sopra degli edifici, innescando il panico e il suono simultaneo delle sirene. Le autorità israeliane, nelle ore immediatamente successive, si sono limitate a confermare l’allarme per lo sbarramento missilistico, senza però fornire dettagli immediati sull’entità della penetrazione delle difese aeree. Sul posto, i vigili del fuoco e i soccorsi hanno lavorato per mettere in sicurezza l’area: un edificio – descritto come datato da Avi Gabbay, un rappresentante dei servizi antincendio e di soccorso israeliani – ha riportato danni strutturali significativi, mentre alcune auto, colpite dall’esplosione, sono state avvolte dalle fiamme. Gabbay ha poi chiarito che, fortunatamente, non si sono registrate vittime all’interno degli edifici vicini, né vi sono state persone rimaste intrappolate sotto le macerie.
Il cratere nel terreno e la tecnica bellica utilizzata
L’impatto del missile, di cui Times of Israel ha ricostruito le caratteristiche tecniche, ha lasciato un’impronta violenta nel manto stradale: un ampio cratere che racconta la forza dell’esplosivo utilizzato. Secondo quanto riferito, la testata era armata con bombe a grappolo, tre o quattro ordigni secondari che, complessivamente, trasportavano circa un centinaio di chili di esplosivo. L’uso di questo tipo di munizioni, note per la loro capacità di disperdersi su un’ampia superficie, spiega l’estensione dei danni materiali registrati nel centro cittadino, dove oltre ai veicoli incendiati, si contano vetrine distrutte e detriti sparsi per decine di metri.
Il contesto regionale e le trattative annunciate da Trump
L’attacco, che ha preso di mira non solo Israele ma, secondo le fonti, anche obiettivi negli stati arabi del Golfo, giunge in un momento di particolare frizione diplomatica. Il contesto in cui si inserisce l’azione missilistica iraniana è infatti segnato dalle dichiarazioni rilasciate dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale aveva precedentemente affermato che gli Stati Uniti erano impegnati in trattative con la Repubblica islamica per cercare una via d’uscita dal conflitto. Mentre i razzi colpivano Tel Aviv, nella capitale israeliana si è aperta una fase di gestione dell’emergenza che tiene insieme la messa in sicurezza dei luoghi colpiti e l’analisi delle modalità con cui è stato violato lo spazio aereo. I feriti, già assistiti dai servizi di emergenza, rappresentano al momento il bilancio umano di una giornata che restituisce l’immagine di una guerra che, nonostante i tentativi diplomatici in corso, continua a manifestarsi con tutta la sua potenza di fuoco nel cuore delle aree urbane.
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