Morte Larijani, missili a grappolo su Tel Aviv: due le vittime accertate, sale la tensione in Medio Oriente
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Redazione Esteri
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L’onda d’urto delle esplosioni ha squarciato il cielo di Tel Aviv, portando con sé una scia di distruzione e morte che riaccende i riflettori sulla crisi mediorientale. L’attacco missilistico lanciato dall’Iran, confermato dalle autorità israeliane e riportato dalle principali agenzie di stampa internazionali, ha provocato il decesso di due civili, una coppia di settantenni, colpiti all’interno del proprio appartamento situato al quarto piano di un edificio a Ramat Gan, area contigua alla metropoli costiera. Le prime ricostruzioni, fornite dai portavoce militari, delineano la dinamica di un evento tanto tragico quanto complesso da fronteggiare per i sistemi di difesa aerea: a causare il decesso dei due anziani coniugi, che secondo i primi accertamenti non avevano fatto in tempo a raggiungere il rifugio antimissile, non è stato l’intero ordigno balistico, bensì una singola submunizione, uno dei tanti “bomblet” dispersi nell’aria da una testata a grappolo. Una tecnologia bellica, questa, che per le sue caratteristiche intrinseche rappresenta una sfida tattica non indifferente per le intercettazioni, dato che il missile, aprendosi in volo a diverse decine di chilometri di altezza, rilascia decine di piccoli ordigni esplosivi che si abbattono su un’area estesa rendendo complesso, se non impossibile, neutralizzarli tutti prima dell’impatto al suolo.
Il bilancio fornito dal Ministero della Salute israeliano parla di oltre 3.100 ricoveri dall’inizio delle ostilità su larga scala, con 81 persone ancora ospedalizzate solo nelle ultime ore e 108 nuovi feriti accolti nelle strutture sanitarie in un solo giorno, tra i quali si contano due individui in condizioni di media gravità, 96 con ferite lievi e diversi casi di shock post-traumatico. Oltre al tributo umano, l’attacco ha inferto un duro colpo anche alle infrastrutture civili: la stazione ferroviaria Savidor di Tel Aviv, uno snodo cruciale per la mobilità del paese, è stata centrata in pieno, riportando ingenti danni alla piattaforma e causando la sospensione temporanea del traffico ferroviario, con evidenti ripercussioni sulla vita quotidiana di migliaia di pendolari. I soccorritori e i vigili del fuoco, nel frattempo, hanno lavorato senza sosta per estrarre dalle proprie abitazioni o dai rifugio pubblici quanti erano rimasti bloccati, mentre le sirene d’allarme continuavano a lacerare il silenzio della città, gettando nello sconforto la popolazione.
La risposta missilistica iraniana, rivendicata dal delle Guardie della Rivoluzione Islamica, viene ufficialmente motivata come un atto dovuto per vendicare l’uccisione di Ali Larijani, figura di spicco dell’establishment politico-militare di Teheran, la cui morte, in circostanze non ancora del tutto chiarite, ha innescato una reazione che rischia di far deflagrare ulteriormente un conflitto già caratterizzato da una violenza inaudita. La scelta di impiegare munizioni a grappolo, la cui convenzionalità è messa in discussione da oltre cento paesi che ne hanno sottoscritto il bando (sebbene Iran e Israele non figurino tra questi), solleva inevitabili interrogativi circa le modalità di conduzione delle ostilità e la protezione dei non combattenti, specialmente in aree densamente popolate come la periferia di Tel Aviv. I portavoce militari israeliani non hanno esitato a definire l’accaduto come un crimine di guerra, sottolineando come il regime iraniano abbia deliberatamente indirizzato i propri ordigni contro un centro abitato, con l’obiettivo dichiarato di massimizzare il numero di vittime civili.
Un’invenzione italiana e gli altri fronti: dalla cronaca nera alla salute del Papa
Mentre il Medio Oriente trattiene il fiato, il panorama interno italiano si confronta con altre notizie di rilevante impatto sociale e giudiziario. La Procura di Roma ha emesso un avviso di conclusione delle indagini nei confronti di cinque presunti responsabili dell’attentato terroristico compiuto il 9 ottobre 1982 contro la Sinagoga di Roma, un vile agguato che costò la vita al piccolo Stefano Gaj Taché di appena due anni e il ferimento di altre quaranta persone. Si tratta di un’inchiesta complessa e delicata, che ha visto la collaborazione tra la DIGOS e le autorità giudiziarie francesi, riuscendo a individuare presunti esecutori e mandanti legati all’organizzazione terroristica palestinese guidata all’epoca da Abu Nidal. I cinque indagati, tutti di origine palestinese e con età comprese tra i 65 e i 74 anni, si trovano attualmente in Francia, Cisgiordania e Giordania, e dovranno ora rispondere dell’accusa di strage con finalità di terrorismo.
Sul fronte della cronaca nera, si è svolta un’udienza chiave nel processo per l’omicidio di Ilaria Sula, la giovane uccisa a Roma. Mark Samson, il ventiquattrenne imputato per il delitto, ha reso dichiarazioni dettagliate dinanzi al giudice, ricostruendo i concitati e violenti momenti antecedenti il tragico epilogo. L’uomo ha ammesso di aver colpito ripetutamente la ragazza con pugni, tanto da farle perdere i sensi e cadere a terra, per poi sferrarle due coltellate al collo con la mano sinistra. Il racconto, asciutto e privo di tentativi di autoassoluzione, ha descritto anche le concitate fasi successive, quando la madre, accortasi di quanto accaduto, sarebbe svenuta alla vista del senza vita. Un resoconto agghiacciante che, nelle aule di giustizia, continua a delineare i contorni di una vicenda umana drammatica.
In netto contrasto con il fragore delle armi e la crudezza delle cronache giudiziarie, giungono segnali di cauto ottimismo dalla Città del Vaticano. La salute di Papa Francesco, ricoverato da settimane al Policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale che ne aveva messo a repentaglio la vita, sembra aver imboccato la strada del miglioramento. I medici, come riportato dalla sala stampa vaticana, hanno sciolto la prognosi riservata, confermando che la vita del Pontefice non è più in pericolo immediato, sebbene la complessità del quadro clinico richieda ancora una degenza ospedaliera per completare la terapia farmacologica. Una notizia che accoglie le speranze dei fedeli e di chiunque veda nella figura del Papa un punto di riferimento in un’epoca di forti tensioni globali. Sul fronte sportivo, infine, il Real Madrid ha nuovamente piegato il Manchester City, eliminandolo dalla Champions League: la squadra spagnola ha vinto 2-1 in Inghilterra, consolidando un netto 5-1 complessivo e dimostrando, ancora una volta, la propria superiorità in ambito europeo.
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