Morta in piscina a 11 anni, Alice Ferrari: il ricordo della preside e la passione per l'equitazione
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Redazione Interno
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«Con il suo sorriso ti faceva venire voglia di vivere». Non sono parole di circostanza ma fortemente sentite quelle che Tiziana Gaeni, preside della scuola paritaria «Torre» di Calusco d'Adda, pronuncia parlando di Alice Ferrari, la bambina di 11 anni di Suisio morta due giorni dopo essere rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione di una piscina a Sestri Levante.
Le vacanze di Alice erano cominciate dopo aver concluso il primo anno di scuola media, e la preside la ricorda come una ragazzina che con la sua presenza riusciva a rendere migliore la giornata di chiunque la incontrasse: «Alice aveva una gran voglia di vivere e uno sguardo positivo per la vita. E anche una gran voglia di fare e imparare. Nella scuola era amica di tutti e tutti le volevano bene».
La dinamica dell'incidente e i soccorsi
La tragedia si è consumata nel pomeriggio di mercoledì 15 luglio, all'interno della piscina dello stabilimento balneare Bagni Segesta, sul lungomare di Sestri Levante. Alice, originaria di Suisio in provincia di Bergamo, si trovava in vacanza in Liguria con la madre, i nonni e i due fratellini gemelli di tre anni; il padre, veterinario, le avrebbe raggiunte pochi giorni dopo.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la bambina stava nuotando nella vasca – descritta come poco più grande di un idromassaggio – quando i suoi lunghi capelli sono rimasti impigliati nel bocchettone di aspirazione, e la forza del risucchio l'ha trascinata sotto il livello dell'acqua impedendole di riemergere. A dare l'allarme è stato un altro bambino che si trovava in piscina con lei, il quale ha capito che non si trattava di un'immersione ma di qualcosa di molto più grave.
Sul posto il titolare dello stabilimento si è immediatamente tuffato per soccorrerla e, tagliando i capelli della piccola rimasti incastrati nell'impianto, è riuscito a liberarla e portarla a bordo vasca. I sanitari del 118 hanno praticato le manovre di rianimazione per oltre quarantacinque minuti, utilizzando anche il defibrillatore per farle riprendere il battito; stabilizzata, Alice è stata elitrasportata d'urgenza all'ospedale pediatrico Gaslini di Genova, dove è stata ricoverata in terapia intensiva in condizioni disperate.
Purtroppo, nonostante gli sforzi dei medici, il suo cuore ha cessato di battere nella notte tra giovedì 16 e venerdì 17 luglio, e la direzione sanitaria del nosocomio ne ha dichiarato il decesso al termine degli accertamenti previsti dal protocollo per la morte cerebrale. I genitori, nel loro immenso dolore, hanno acconsentito alla donazione degli organi della bambina, una scelta che l'ospedale ha definito «capace di trasformare un vuoto incolmabile in speranza concreta per altre famiglie».
L'inchiesta per omicidio colposo
La procura di Genova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, e il sostituto procuratore Fabrizio Givri ha disposto l'autopsia sul corpo della piccola, al termine della quale sarà autorizzato l'espianto degli organi come da volontà della famiglia.
La piscina dello stabilimento è stata posta sotto sequestro, e gli accertamenti affidati alla capitaneria di porto Circomare di Santa Margherita Ligure e ai carabinieri sono concentrati su diversi aspetti: il funzionamento dell'impianto di aspirazione, l'integrità e la conformità della griglia di protezione del bocchettone, e il corretto funzionamento dei sistemi di blocco automatico dello scarico.
Al centro delle indagini c'è anche il mancato rispetto della normativa regionale, che vieta l'utilizzo delle piscine ai minori di 12 anni non accompagnati e che, secondo quanto emerso, non sarebbe stata segnalata da alcun cartello esposto all'interno dello stabilimento. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza e raccolto le testimonianze del titolare, del personale e dei bagnanti presenti al momento dell'incidente.
Il ricordo di Alice e la passione per l'equitazione
A Suisio, il paese natale di Alice, la notizia della tragedia ha gettato nello sconforto l'intera comunità, che ha annullato tutti gli eventi in programma per il fine settimana, compresa la proiezione della finale del mondiale di calcio e la serata del cinema all'aperto, in segno di rispetto e vicinanza alla famiglia. Il sindaco Edoardo Bertuetti ha parlato di «un fatto assurdo e devastante», mentre il parroco don Flavio Rosa ha espresso la sofferenza di una comunità che vede «pagare i bambini» per incidenti che si ripetono troppo spesso.
Oltre alla famiglia, a piangere Alice è tutto il mondo dell'equitazione lombarda, una passione che la bambina coltivava fin dall'età di sei anni e che l'aveva portata a diventare una promessa nel salto ostacoli. Alice si allenava al Centro equestre dell'Isola di Bergamo, e la sua istruttrice storica, Michela Mele, l'ha ricordata con parole piene di affetto: «Era una bambina non buona, di più. Non si metteva mai in mezzo, anzi faceva da paciere. Era già a livelli altissimi, sarebbe diventata una promessa. eccelleva in particolare nel salto a ostacoli e a marzo aveva vinto un evento molto importante». La Federazione Italiana Sport Equestri Lombardia l'ha descritta come «bionda, esile, con un sorriso ancora pieno di futuro», e ha condiviso la promessa di non disperderne il ricordo: «continuerà a galoppare nei pensieri di chi l'ha conosciuta».
La sicurezza delle piscine al centro del dibattito politico
La vicenda ha riportato con urgenza al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza negli impianti natatori, un problema che il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha definito «serissimo» e che richiede un intervento normativo non più rinviabile.
Già nel luglio 2025, il Consiglio dei ministri aveva approvato un disegno di legge quadro per la sicurezza nelle piscine, a firma di Musumeci e del ministro della Salute Orazio Schillaci, con l'obiettivo di introdurre regole uniformi su tutto il territorio nazionale, dispositivi di sicurezza obbligatori anche per le piscine domestiche, e un sistema di controlli e sanzioni più stringente. Tuttavia, a distanza di un anno, il provvedimento è ancora fermo in Parlamento.
Dopo la morte di Alice, Musumeci è intervenuto nuovamente, annunciando che la commissione competente licenzierà il testo entro il mese e che si farà il possibile per calendarizzarlo con urgenza, sottolineando che il ritardo non è dovuto a distrazione, ma alla pressione di «interessi lobbistici e interessi di categoria» che hanno finora frenato il provvedimento. Il ministro ha ricordato come la maggior parte degli incidenti mortali avvenga in ambito domestico e ha rimarcato l'importanza fondamentale della presenza di un adulto: «Quando un bambino è in acqua non bisogna mai lasciarlo da solo. è fondamentale, altrimenti difficilmente anche con tutte le migliori leggi del mondo riusciremo a scongiurare queste tragedie».




