Samurai Jay e quel dominio nelle classifiche che va oltre il verdetto dell'Ariston
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C'è una strana sorte, talvolta, per chi calca il palco del Teatro Ariston: l'abbraccio del pubblico, quello vero, fatto di stream e passaggi radiofonici che prescindono dal posizionamento nella graduatoria finale della kermesse, arriva dopo, a luci spente e con i riflettori ormai smontati. Ne sa qualcosa Samurai Jay, al secolo Gennaro Amatore, 27 anni da Mugnano di Napoli, il cui brano Ossessione — nonostante il diciassettesimo posto ottenuto in gara — continua a macinare numeri che altri colleghi, piazzatisi meglio di lui, possono soltanto invidiare. Il ragazzo, che di professione faceva il barista prima che la musica diventasse un'urgenza e poi un mestiere, quella tensione pre-sanremese pare non averla mai sentita, o forse l'ha lasciata agli altri, a chi del Festival ha fatto una battaglia di posizionamento più che di sostanza. E i fatti, nudi e crudi, gli danno ragione: nelle classifiche Fimi Niq relative alla settimana successiva alla manifestazione, Ossessione sedeva al primo posto, mentre il vincitore effettivo della kermesse, Sal Da Vinci con Per sempre sì, scivolava al secondo, e questa è una dinamica che ormai si ripete con una certa regolarità, segno che il popolo dello streaming ragiona con logiche proprie, diverse da quelle del televoto e delle giurie.
La rivoluzione silenziosa delle piattaforme e il ruolo di Spotify
La graduatoria stilata da Spotify, del resto, ha raccontato una storia ancora più netta: già a poche ore dalla chiusura del Festival, Samurai Jay veleggiava verso quota due milioni e settecentomila stream, tallonato da Fedez e Marco Masini con Male necessario e da Sayf con Tu mi piaci tanto, mentre il vincitore morale dell'Ariston, come spesso accade, si ritrovava a inseguire, fermo al decimo posto con poco meno di due milioni di ascolti. Il dato, per certi versi, fotografa un mutamento antropologico nel consumo musicale: la gente, a casa, in macchina o in palestra, preme il tasto repeat su ciò che realmente sente proprio, e in questo caso la voce roca e l'atteggiamento da "underdog" — parola che lui stesso ha usato per definirsi, lui che quando uscì la lista dei big in molti si chiesero chi fosse — hanno evidentemente fatto centro. Non è un caso che il suo brano abbia superato la soglia degli otto milioni di stream complessivi in pochissimi giorni, diventando il primo tra quelli in gara a valicare il milione di ascolti giornalieri, e che il video, girato con la regia di Fabrizio Conte per Borotalco.tv, abbia conquistato la quinta posizione tra i trend di YouTube, complice anche un parterre di ospiti d'eccezione che va da Belén Rodríguez a Brunori Sas, passando per Rkomi e tanti altri.
La costruzione di un immaginario tra cinema e cultura pop
Il videoclip, in effetti, è un piccolo caso a sé: ispirato palesemente a Dal tramonto all'alba di Robert Rodriguez, vede la Rodríguez — la Belén, per intenderci — nei panni di una sorta di Salma Hayek moderna, con quel gesto del piede e del bicchiere che è diventato virale ancor prima dell'uscita del pezzo. L'idea, come raccontato dallo stesso Samurai Jay ai microfoni di Radio Deejay, partì dal suo direttore artistico, Federico Cirillo, e lui la sposò all'istante: "Che non la fai la scena di Tarantino col piede in bocca di Belén?" si è chiesto, con una disarmante spontaneità, e il risultato è stato un cortocircuito mediatico che ha amplificato a dismisura la portata del brano. La showgirl argentina, del resto, non si è limitata alla comparsata: è stata protagonista anche nella serata delle cover, quando Samurai Jay ha riarrangiato Baila Morena di Zucchero insieme a Roy Paci, e l'alchimia sul palco, a sentire i commenti, ha funzionato eccome.
Le radio e l'assestamento del mercato discografico
Ma il successo di Ossessione non si ferma al mondo on demand. Nella classifica Airplay EarOne, che monitora i passaggi nelle emittenti radiofoniche italiane, il pezzo si è stabilmente insediato al quarto posto nella settimana numero 11 del 2026, preceduto da mostri sacri come Ditonellapiaga con Che fastidio! — che lì continua a dominare — Sayf e, appunto, Sal Da Vinci, il cui brano, peraltro, sta spopolando anche oltreconfine, entrando nella classifica Global di Spotify al centoseiesimo posto e collezionando posizioni su iTunes in diversi paesi. Samurai Jay, invece, l'estero lo conquista con un genere che lui stesso ha ribattezzato "latino-mediterraneo", una definizione che prova a contenere la "cazzimma" napoletana e lo swag latinoamericano, mescolando chitarre, ritmi urban e quella verve internazionale che, dice, gli deriva dagli ascolti più disparati, dal metal della sua adolescenza alla musica di mamma Anna, contralto nel coro del Duomo di Napoli. E mentre Patty Pravo fatica a decollare nello streaming, finendo ultima tra i Big con Opera ferma a poco più di mezzo milione di stream, Samurai Jay si gode il suo momento, lavora al disco e si prepara a un'estate che, parola sua e di un amico, "deve ancora partire".




