Sal Da Vinci non è il più ascoltato (nè in radio nè su Spotify): chi vince davvero negli ascolti una settimana dopo Sanremo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La 76ª edizione del Festival di Sanremo si è chiusa una settimana fa, e il sipario calato sul palco dell’Ariston non ha spento la macchina dei numeri. Anzi, proprio nei giorni successivi alla finale di sabato 28 febbraio, quando la polvere si è posata sulle polemiche e sugli inevitabili confronti con le edizioni passate, emerge con chiarezza una verità di mercato che spesso si discosta dal verdetto della sala stampa o del televoto. Sul palco dell’Ariston Sal Da Vinci ha trionfato con “Per sempre sì”, ma i dati delle piattaforme digitali e delle classifiche raccontano una storia diversa: dal giorno della finale ad oggi, il brano del cantante napoletano non è quello che sta conquistando maggiormente il pubblico. A guidare la classifica degli ascolti su Spotify, infatti, è un altro artista, il cui nome probabilmente sfugge ai riflettori ma non agli algoritmi delle playlist. Secondo i dati diffusi dalla piattaforma di streaming e raccolti nelle classifiche ufficiali FIMI, a sette giorni di distanza dalla kermesse, è Samurai Jay a sedersi sul trono digitale con “Ossessione”, un brano che all’Ariston si era piazzato soltanto al diciassettesimo posto.
La classifica degli stream che riscrive la gara dell’Ariston
L’analisi dei flussi di ascolto sulle piattaforme, che ormai rappresentano il termometro più affidabile per misurare la temperatura del successo commerciale di un brano, delinea una gerarchia completamente ribaltata rispetto a quella emersa dalla finale. Se si escludono i numeri del televoto e quelli delle giurie, e ci si concentra esclusivamente sugli stream cumulati, la top five cambia volto. Samurai Jay, con la sua “Ossessione”, ha superato quota 7,6 milioni di ascolti, tallonato da Sayf che con “Tu mi piaci tanto” viaggia oltre i 7 milioni. Solo al terzo posto, con circa 6,1 milioni di stream, troviamo il vincitore morale della kermesse, Sal Da Vinci, praticamente in parità con Ditonellapiaga, la cui “Che fastidio!” si attesta sugli stessi numeri e conquista anche il primo posto nella classifica di EarOne per i passaggi radiofonici, segno di una vitalità che prescinde dal posizionamento in classifica. A seguire, Fedez e Marco Masini con “Male necessario” si fermano a 5,4 milioni, mentre Luchè con “Labirinto” chiude la top six dei più riprodotti. La graduatoria, insomma, dimostra quanto il pubblico delle piattaforme digitali – quello che ascolta in cuffia sui mezzi pubblici o durante la giornata – premi sonorità e interpreti a volte lontani dai riflettori principali, premiando di fatto una varietà di generi che spazia dall’urban al pop più contemporaneo.
I dati Auditel e la tenuta del Festival sull’on demand
Parallelamente alla guerra degli stream, si sono consolidati anche i dati relativi all’impatto televisivo della manifestazione. A distanza di una settimana, l’analisi dell’Auditel certifica come Sanremo 2026 abbia trainato la Rai portando a casa risultati considerevoli, sebbene con numeri in flessione rispetto ai picchi del 2025. La Rai è stata incoronata leader nel perimetro Auditel, con quote di tempo speso del 70% sui consumi in diretta e del 46% in modalità on demand. Un dato, quest’ultimo, che conferma la natura ibrida del consumo televisivo contemporaneo: se la seconda serata ha raccolto poco più di 9 milioni di spettatori in diretta, con uno share del 59,5%, i contenuti del Festival hanno generato circa 14 milioni di visualizzazioni on demand nei primi tre giorni successivi all’evento. Un segnale inequivocabile di come la fruizione si sia spostata, dilatandosi nel tempo e moltiplicando l’impatto complessivo della kermesse al di là della messa in onda lineare.
I fenomeni di crescita e le sorprese della settimana post Sanremo
Se Samurai Jay guida la classifica assoluta, il podio delle crescite percentuali racconta di outsider e conferme che hanno saputo capitalizzare al meglio la vetrina. Tra i dati più interessanti emersi in questa settimana post-festival c’è la performance di Sal Da Vinci che, pur non essendo il più ascoltato in assoluto, ha registrato un incremento del 31,8% nei giorni immediatamente successivi alla finale, segno di una trazione che potrebbe portarlo a risalire la china nelle prossime settimane. Accanto a lui, crescite a doppia cifra per artisti come Sayf, Luchè e J-Ax, a dimostrazione che la permanenza nelle playlist editoriali e la rotazione radiofonica stanno facendo il loro dovere. Per non parlare delle cover della quarta serata, caricate per la prima volta integralmente su Spotify: qui la classifica è dominata da Ditonellapiaga con “The Lady Is A Tramp” e da LDA e Aka 7even con “Andamento Lento”, brani che hanno trovato una seconda giovinezza proprio grazie alla spinta della piattaforma. La sensazione, insomma, è che la gara sia tutt’altro che finita. Anzi, per molti di loro è cominciata proprio adesso, lontano dai riflettori del teatro ligure e dentro le cuffie di milioni di ascoltatori.




