Sardegna in fiamme, chiuso l'aeroporto di Olbia: incendio costa sud, voli dirottati e strade bloccate

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una giornata di fuoco, quella che la Sardegna si è trovata ad affrontare sabato 11 luglio, con il cielo offuscato dal fumo e decine di roghi che hanno messo a dura prova il sistema antincendio regionale. Le fiamme, favorite dal caldo intenso e dal vento, si sono sviluppate su diversi fronti, ma la situazione più critica si è registrata alle porte di Olbia, dove un vasto incendio nella zona sud della città ha costretto alla temporanea chiusura dell'aeroporto Costa Smeralda e all'interruzione della strada statale 125.

L'incendio nella zona sud di Olbia e la chiusura dello scalo

Il rogo più preoccupante è divampato nel primo pomeriggio in località Padrongiano, a ridosso della strada statale 125 Orientale Sarda, interessando un'ampia area di macchia mediterranea nella zona del Lido del Sole, a poca distanza dall'ospedale Mater Olbia e dall'area delle Vecchie Saline.

L'alta colonna di fumo, ben presto visibile anche dal centro abitato, si è rapidamente propagata in direzione dello scalo Costa Smeralda, costringendo le autorità a sospendere le operazioni di volo per garantire la sicurezza e consentire le manovre dei mezzi aerei impiegati nello spegnimento.

La chiusura dell'aeroporto, durata circa un'ora e mezza fino alle 19:00, ha avuto immediate ripercussioni sul traffico aereo: ben otto voli sono stati dirottati sugli aeroporti di Cagliari e Alghero, mentre la viabilità ordinaria è andata in tilt con il blocco di un tratto della SS 125 all'altezza del centro commerciale Olbia Mare.

Sul posto sono intervenuti un imponente dispositivo di mezzi aerei e terrestri, tra cui due elicotteri della flotta regionale e due Canadair della flotta nazionale, oltre alle squadre dei vigili del fuoco, del Corpo forestale e della protezione civile.

L'emergenza nell'Oristanese: la statale 131 bloccata e riaperta

Parallelamente all'emergenza di Olbia, un'altra criticità si è manifestata nell'Oristanese, dove un vasto incendio è divampato nelle campagne a ridosso della Statale 131 'Carlo Felice', la principale arteria viaria dell'isola. Le fiamme hanno costretto alla chiusura precauzionale del tratto compreso tra gli svincoli di Uras e Marrubiu-Terralba, al chilometro 66,8 e 76,1, in entrambe le direzioni di marcia.

Una densa coltre di fumo ha invaso la carreggiata, azzerando la visibilità e rendendo pericoloso il transito, tanto che il traffico è stato deviato sulle statali 126 e 46.

L'incendio, che ha minacciato case e aziende agricole, ha richiesto un imponente dispiegamento di forze: oltre alle squadre a terra, sono stati impegnati due elicotteri della flotta regionale e il Canadair CAN 12, arrivato appositamente dalla Sicilia per effettuare lanci d'acqua sulle fiamme. Dopo ore di duro lavoro, la situazione è stata messa sotto controllo e la statale 131 è stata riaperta al traffico in entrambe le direzioni, ripristinando la regolare circolazione.

Una giornata di roghi diffusi in tutta l'isola

Queste due emergenze si inseriscono in un quadro ben più ampio di incendi che hanno interessato l'isola nell'arco dell'intera giornata, alimentati da temperature elevate e da un clima particolarmente secco che ha reso la vegetazione estremamente infiammabile. Già nella tarda mattinata, i roghi si erano sviluppati a Narbolia e Morgongiori, sempre in provincia di Oristano, dove sono intervenuti elicotteri e il Superpuma regionale per domare le fiamme.

Nel primo pomeriggio, la situazione è ulteriormente peggiorata con l'esplosione di nuovi focolai a Cabras, Uras, San Gavino Monreale ed Escalaplano, impegnando su più fronti il Corpo forestale e i mezzi aerei disponibili.

A complicare ulteriormente il quadro, nel tardo pomeriggio sono stati segnalati altri tre incendi: oltre a quello di Olbia, le fiamme hanno interessato anche le campagne di Gonnosfanadiga, nel sud Sardegna, e di Siliqua, nell'Iglesiente. La massiccia presenza di fumo e le operazioni di spegnimento hanno reso necessaria, in più occasioni, la chiusura di tratti stradali per motivi di sicurezza, con le squadre a terra e i mezzi aerei costantemente in azione per arginare una situazione che ha tenuto l'intera isola con il fiato sospeso per ore.

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