Benzina e diesel, Urso convoca i petrolieri: vertice al Mimit sui prezzi dopo l’accordo Usa-Iran

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per martedì 30 giugno, alle 17.30, a Palazzo Piacentini, i rappresentanti delle principali compagnie petrolifere attive in Italia: Api-Ip, Eni, Q8 e Tamoil. L'incontro, che segue di circa tre mesi il precedente vertice del 9 aprile, si propone di fare il punto sull'andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e dei carburanti, alla luce del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e del conseguente riavvio dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz.

La distensione su Hormuz e i prezzi in calo

La convocazione arriva in una fase di relativa distensione per i mercati energetici, dopo che l'accordo tra Washington e Teheran ha sbloccato il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, una delle rotte più sensibili per il trasporto del petrolio mondiale. Il cessate il fuoco e la ripresa dei flussi commerciali hanno cominciato a far incorporare ai listini un minore premio per il rischio geopolitico, determinando una riduzione delle quotazioni internazionali del greggio.

Secondo i dati dell'Osservatorio prezzi del Mimit, i riflessi di questo scenario si stanno già facendo sentire sulle rete stradale nazionale: la benzina in modalità self service si attesta a 1,814 euro al litro, in calo rispetto ai precedenti rilevamenti, e il gasolio a 1,901 euro, con una correzione più marcata nell'arco della settimana. Un trend analogo, seppur con valori più elevati, si registra anche in autostrada, dove il prezzo medio per la benzina scende a 1,907 euro al litro e quello del diesel a 1,988 euro al litro.

L'asimmetria tra greggio e pompa: la denuncia dei consumatori

Nonostante la tendenza al ribasso, il governo intende verificare che il calo del greggio si traduca in un beneficio tempestivo e proporzionale per automobilisti e imprese, evitando quel fenomeno noto come "doppia velocità" dei listini, per cui i rincari vengono trasferiti rapidamente mentre i ribassi arrivano con maggiore lentezza. Sulla stessa lunghezza d'onda le associazioni dei consumatori, che hanno espresso forti critiche per il ritardo con cui i ribassi del petrolio si stanno riflettendo sui prezzi finali.

Il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha definito "vergognoso" il dato che dal 9 giugno a oggi il gasolio self service in autostrada è sceso di appena il 5,66%, pari a 11,9 centesimi al litro, mentre il petrolio è ormai tornato ai livelli precedenti alla crisi di febbraio. Dona ha inoltre ironizzato sulla data scelta per l'incontro, auspicando che la scelta di martedì non sia per "non disturbare i petrolieri di lunedì", giorno festivo per i romani.

Anche il Codacons ha attaccato la convocazione, giudicandola "del tutto inutile" e sostenendo che non porterà alcun beneficio ai cittadini, mentre servirebbero "misure urgenti contro la doppia velocità dei carburanti".

Le variabili in gioco e l'incontro del 9 aprile

Il costo finale alla pompa è determinato da un insieme di fattori che vanno oltre il prezzo del barile, come la raffinazione, la logistica, il cambio euro-dollaro, i margini industriali e la fiscalità. Tuttavia, lo squilibrio denunciato dalle associazioni è evidente: da inizio giugno le quotazioni del petrolio sono crollate verticalmente del 24%, ma nello stesso periodo il prezzo medio del gasolio è sceso solo del 5%, mentre la benzina si è deprezzata del 6,3%. La convocazione di martedì non è la prima iniziativa del ministro Urso sul tema.

Il 9 aprile scorso, il titolare del Mimit aveva già incontrato le stesse compagnie per chiedere un adeguamento tempestivo dei prezzi dopo i ribassi del greggio, con l'obiettivo di scongiurare fenomeni speculativi alla pompa.

L'esecutivo, guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha già speso risorse significative per abbassare il prezzo dei carburanti, e la traiettoria futura dei listini dipenderà ora dalla stabilità nello Stretto di Hormuz, dall'andamento del petrolio e dal cambio euro-dollaro.

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