Genoa-Napoli, il caso De Bruyne-Vasquez infiamma la prima di campionato: società ligure contro il «play on» di Orsato
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Redazione Sport
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L'avvio della nuova stagione di Serie A si porta già dietro il primo, rovente caso arbitrale, destinato ad alimentare dibattiti e polemiche per i giorni a venire. A farne le spese è il Genoa, uscito sconfitto per 0-2 dal Ferraris contro il Napoli di Max Allegri, ma con l'amaro in bocca per un episodio chiave che ha cambiato il volto della partita: il contatto tra Kevin De Bruyne e Johan Vasquez che ha preceduto il gol del vantaggio azzurro, firmato dallo stesso belga all'83'.
Il gol che ha scatenato la bufera: la spinta su Vasquez
A quasi ventiquattro ore dal fischio finale, il club ligure non ha trovato pace e ha rotto il silenzio, manifestando tutto il proprio sconcerto attraverso un messaggio sui social e proseguendo la veemente protesta iniziata ieri dal tecnico Daniele De Rossi e dal chief of football Diego Lopez. Secondo la ricostruzione dei rossoblù, l'azione che ha portato all'1-0 sarebbe stata viziata da un fallo netto: De Bruyne, nell'impatto con il difensore messicano, lo avrebbe spinto irregolarmente per prendere possesso del pallone e trafiggere il portiere Bijlow.
Un'azione che, nella lettura della società, è valsa un punto determinante per i propri obiettivi stagionali, e la frustrazione per averlo perso in questo modo è palpabile.
Le parole di Daniele De Rossi, pronunciate a caldo ai microfoni di DAZN e Sky Sport, sono state durissime e cariche di un'amarezza che non lascia spazio a interpretazioni.
L'allenatore genoano ha definito la decisione di Marco Di Bello come una delle cose più brutte della sua carriera, sottolineando come nessuno al mondo, tra chi gioca o ha arbitrato, possa ritenere regolare quel contatto: "Non c'è persona al mondo che abbia giocato a calcio o arbitrato che non dica che quello era fallo", ha dichiarato, aggiungendo di sperare un giorno di vincere una partita in modo altrettanto discusso per avere l'onestà di ammetterlo pubblicamente.
Il dirigente Diego Lopez, da parte sua, ha rincarato la dose, parlando di un'azione sotto gli occhi di tutti e annunciando che la società sta valutando come agire.
La posizione di Orsato e la svolta europea: "Play on"
Se il mondo rossoblù si stringe attorno alla rabbia di De Rossi e alla frustrazione espressa per il gol subito, il nuovo corso arbitrale guidato da Daniele Orsato fornisce una chiave di lettura radicalmente opposta, destinata a cambiare i parametri di giudizio in Serie A. A quanto filtra dagli ambienti arbitrali, il designatore avrebbe pienamente giustificato la scelta di Di Bello di lasciar proseguire l'azione. Secondo la nuova filosofia del "play on", che mira ad allineare il calcio italiano agli standard europei, il contatto tra De Bruyne e Vasquez non sarebbe da considerarsi falloso.
La ricostruzione dei vertici arbitrali parla di un "taglio" di traiettoria da parte di Vasquez, che si sarebbe inserito davanti a De Bruyne finendo per generare un contatto di gioco fisiologico. In quest'ottica, non ci sarebbe una spinta netta o irregolare sulla schiena del difensore, bensì una normale collisione di gioco che l'arbitro ha correttamente valutato come tale.
La nuova Commissione arbitrale, dunque, promuove l'operato di Di Bello, ritenendo la sua interpretazione in linea con quelle che saranno le direttive stagionali, volte a punire solo gli interventi chiaramente fallosi e a ridurre l'intervento del VAR per episodi valutativi.
L'analisi tecnica: un contatto interpretabile
La difficoltà dell'episodio risiede proprio nella sua natura valutativa, che lo rende un caso paradigmatico delle nuove linee guida. L'ex arbitro Luca Marelli, analizzando la dinamica, ha spiegato come la posizione di Di Bello e l'alzata della soglia per il richiamo all'On-Field Review rendessero difficile un intervento del VAR, pur ammettendo che in quella circostanza sarebbe stato meglio fischiare il fallo.
Secondo Marelli, la spinta di De Bruyne sulla schiena di Vasquez è un movimento sospetto, ma la decisione di Di Bello non è da considerarsi un errore macroscopico ai sensi del protocollo VAR, che in questa stagione sarà ancora più restrittivo.
Proprio questa interpretabilità del contatto è il punto centrale del conflitto: da un lato il Genoa che vede una chiara irregolarità, dall'altro la Commissione Arbitrale che legittima la scelta di "lasciar correre", avallando una nuova soglia di tolleranza per i contatti fisici in area di rigore. Se per i liguri la sconfitta è una ferita che brucia e che rischia di minare la fiducia nel sistema arbitrale, per i vertici arbitrali si tratta del primo, importante test per una filosofia di gioco che promette di portare il calcio italiano su un binario più internazionale.
Un precedente che divide il calcio italiano
La sfida di Marassi si è così trasformata in un campo di battaglia tra due diverse concezioni del regolamento, gettando le basi per un dibattito che probabilmente segnerà l'intera stagione. Da una parte la disperazione di De Rossi, che ha ricordato come già in passato il Genoa sia stato penalizzato da decisioni controverse (con un chiaro riferimento alla gara dello scorso febbraio sempre contro il Napoli), e dall'altra la ferma intenzione dell'AIA di innalzare la soglia del contatto consentito, accettando il rischio di polemiche pur di uniformare l'interpretazione del gioco a quella europea.
Mentre il Napoli festeggia i primi tre punti di una stagione che si preannuncia lunga, il Genoa resta con la sensazione di aver subito un torto che va oltre la semplice sconfitta. La partita, decisa nel finale da un De Bruyne entrato dalla panchina insieme al match-winner Vergara, ha mostrato la forza della rosa di Allegri, ma l'eco del contatto tra il belga e Vasquez continuerà a risuonare, costringendo addetti ai lavori e tifosi a confrontarsi sulla nuova frontiera dell'arbitraggio italiano.
Una linea che, se da un lato promette maggiore spettacolarità e continuità di gioco, dall'altro rischia di alimentare come in questo caso un profondo senso di frustrazione e sconcerto in chi, come il Grifone, vede sfumare un risultato importante per una decisione che molti continuano a ritenere un errore.
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