L’omicidio di Gabriele Vaccaro a Pavia e il lutto cittadino a Favara: si cercano gli aggressori in fuga
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Redazione Interno
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La notte tra sabato e domenica, in un’area di sosta nei pressi di via Cattaneo – a due passi dal centro storico di Pavia – si è consumata una vicenda destinata a lasciare il segno, anche a centinaia di chilometri di distanza. Gabriele Vaccaro, venticinquenne originario di Favara, nell’Agrigentino, è morto dopo essere stato raggiunto da un’arma bianca, quasi certamente un coltello, nel corso di un alterco verificatosi in un parcheggio. Il ragazzo, che da anni si era trasferito in provincia di Pavia – era domiciliato a Broni e lavorava a Stradella – si trovava insieme a due amici; insieme a loro, quella sera, stava raggiungendo l’automobile quando il gruppo è entrato in contatto con alcune persone presenti nella zona. Uno degli amici è rimasto ferito in modo molto lieve, senza che per lui si siano aperte ulteriori complicazioni.
Un lutto cittadino che prescinde dal rito
La reazione più immediata e, per certi versi, più politica è arrivata da Favara, dove il sindaco Antonio Palumbo ha proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali del giovane. «Ci sono momenti – ha dichiaro il primo cittadino – in cui il ruolo istituzionale deve cedere il passo alla nuda umanità, e questo è purtroppo uno di quelli». La sua voce, in una nota resa pubblica nelle ore successive alla notizia, ha parlato di una tragedia che lascia «svuotati, impotenti, davanti a una violenza che non trova alcuna giustificazione» e che «stamattina ha ammutolito Favara». Una scelta, quella del lutto, che assume un peso simbolico rilevante, proprio perché anticipa persino le esequie e si concentra su un vuoto che, al momento, nessuna indagine può ancora colmare.
Indagini serrate su un gruppetto in fuga
Sul fronte investigativo, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire i minuti precedenti l’aggressione mortale. Secondo quanto emerso finora, dopo la serata trascorsa con i due amici, Vaccaro e gli altri si stavano dirigendo verso la loro auto quando è nato un confronto – le cui cause restano ancora al vaglio – con alcune persone presenti nella stessa area di sosta. Quel diverbio è rapidamente degenerato, portando all’uso di un’arma da taglio. Gli aggressori sarebbero poi fuggiti, forse in più di uno, e proprio su questo gruppetto si concentrano ora le ricerche; nessuna certezza, al momento, sul numero esatto dei fuggitivi né sui loro legami con la vittima o con i suoi amici. I carabinieri hanno avviato accertamenti serrati, acquisendo immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e raccogliendo le testimonianze di chi quella notte si trovava nei paraggi.
Un ragazzo perbene, tra calcio e lavoro al Nord
Chi era Gabriele Vaccaro, del resto, lo raccontano già i primi ricordi affiorati a Favara e in Oltrepò Pavese. Lo descrivono come un ragazzo perbene, legatissimo alla famiglia – i genitori e i fratelli rappresentavano per lui il centro della sua esistenza – e con una passione travolgente per il calcio. Si era costruito una vita nel Nord, lontano dalla Sicilia, senza però mai interrompere quel filo che lo teneva ancorato alle sue origini. La sua morte, avvenuta in circostanze ancora da chiarire, ha scosso tanto la comunità pavese – dove abitava e lavorava – quanto Favara, dove il dolore è diventato immediatamente collettivo, seppur declinato in un silenzio che le parole del sindaco hanno solo in parte rotto.




