Il «gabinetto spaziale» ancora rotto e la musica pop come sveglia: la vita quotidiana su Artemis 2
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Si può anche viaggiare verso la Luna, compiendo un’impresa che la storia ricorderà, eppure – lo si scopre ora grazie ai resoconti di bordo – un essere umano, anche quando si trova a migliaia di chilometri dalla Terra, resta pur sempre un essere umano. E con sé, nello spazio profondo, si porta quelle che un tempo si definivano «necessità essenziali», le quali, lo si capisce bene, non smettono di esistere solo perché si galleggia in assenza di gravità. Ecco allora che l’avventura straordinaria degli astronauti di Artemis 2, quella che dovrebbe riportare l’uomo nei dintorni lunari dopo decenni, si scontra con una problematica tanto banale quanto, a suo modo, terrestre: il bagno di bordo, quello che gli esperti chiamano «sistema igienico waste management», è ancora rotto. Un malfunzionamento che non sarebbe stato risolto prima della partenza, e che costringe i quattro membri dell’equipaggio a seguire procedure d’emergenza ogni volta che devono espletare i propri bisogni fisiologici.
Il guasto che non ti aspetti in una navicella da record
Non è certo il primo inconveniente del genere, se si pensa ai vecchi problemi dei bagni sulla Stazione Spaziale Internazionale, ma qui parliamo di Orion, la navicella progettata per portare l’uomo oltre l’orbita bassa. Il «gabinetto spaziale», come lo chiamano loro stessi con un misto di ironia e rassegnazione, presenta una perdita che gli ingegneri della Nasa non hanno ancora del tutto risolto; ne consegue che gli astronauti di Artemis 2, mentre il loro veicolo prosegue verso la Luna, debbano ricorrere a sacchetti igienici di fortuna e a sistemi di aspirazione manuale. Una situazione, questa, che la Nasa ha descritto nei rapporti interni come «gestibile ma non ideale», senza però nascondere una certa frustrazione da parte del comandante Reid Wiseman. Durante l’ultima diretta, lo si è visto sorridere mentre spiegava a un gruppo di studenti canadesi come si fa a «bersi un caffè senza poi pentirsene mezz’ora dopo». E la sveglia? Quella è affidata a una playlist personale, e Wiseman ha confessato di essersi fatto svegliare da un pezzo pop piuttosto orecchiabile – non ne ha rivelato il titolo – che gli parte automaticamente ogni mattina, ora di bordo.
Un menù di Pasqua tra gamberi e mac and cheese, e una foto che sembra una preghiera
C’è stato anche il tempo per celebrare la Pasqua, lassù. E lo hanno fatto con un menu che non sfigurerebbe in un ristorante di terra: la specialista di missione Christina Koch ha mostrato in video le confezioni liofilizzate, tra le quali spiccavano un cocktail di gamberi (ovviamente reidratato) e un piatto di mac and cheese, il classico della comfort food americana. Non è mancata una dimostrazione, a tratti surreale, di rianimazione cardiopolmonare: il comandante Wiseman e lo specialista Jeremy Hansen, rinchiusi negli spazi strettissimi di Orion, hanno simulato le compressioni toraciche su un manichino di fortuna, spiegando che «anche nello spazio, un cuore può fermarsi». La scena, ripresa durante una videochiamata con l’Agenzia Spaziale Canadese, ha fatto sorridere i tecnici a terra, ma ha anche mostrato quanto sia complesso gestire un’emergenza medica in assenza di gravità. Nel frattempo, a due terzi del viaggio, è arrivata una nuova fotografia della Terra scattata da Wiseman il 2 aprile: il pianeta appare sospeso, quasi pacifico, tra il bianco lattiginoso delle nuvole e l’azzurro degli oceani, colpito dai raggi del sole che lo fanno risaltare nell’oscurità. Un’immagine, questa, che la Nasa ha diffuso senza troppi commenti, quasi a voler lasciare che parlasse da sola.
Musica, cibo e la normalità di una routine straordinaria
Ma la vita quotidiana su Artemis 2 non è fatta solo di foto iconiche e problemi igienici. C’è anche il cibo, naturalmente, e gli astronauti ne hanno parlato con una certa nostalgia: le porzioni sono pesate, sigillate in buste termostabilizzate, e per gustare il cocktail di gamberi bisogna accettare che i gamberi, una volta reidratati, non abbiano la stessa consistenza di quelli del ristorante sotto casa. Lo stesso vale per il mac and cheese, che viene riscaldato in un fornetto a resistenza elettrica e mangiato con un cucchiaio a lancia, perché le briciole, in assenza di peso, finirebbero dappertutto. La musica, invece, ha un ruolo centrale: oltre alla sveglia pop, ogni membro dell’equipaggio ha caricato sul proprio tablet una selezione personale di brani, e capita che durante i momenti di pausa qualcuno metta su un vecchio rock’n’roll, creando quella che loro chiamano «l’atmosfera del salotto di casa», sebbene quel salotto sia una capsula che viaggia a decine di migliaia di chilometri dalla Terra. Tutto questo, mentre là fuori – come ricorda la foto di Wiseman – c’è solo l’oscurità, punteggiata dalle stelle.




