Neonata rapita a Cosenza, i punti ancora da chiarire

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Ieri, il giudice per le indagini preliminari di Cosenza ha disposto la scarcerazione di Moses Omogo Chidiebere, il 43enne fermato insieme alla moglie Rosa Vespa, 51 anni, con l'accusa di aver sequestrato una neonata nella clinica in cui era stata partorita poche ore prima. La piccola, ritrovata tre ore dopo la sparizione, è stata al centro di un caso che ha suscitato grande clamore. Secondo quanto riferito dal suo avvocato, "i magistrati hanno creduto alla sua estraneità ai fatti".

Rosa Vespa, durante l'interrogatorio, ha ammesso di aver simulato una gravidanza per nove mesi, ingannando tutti, compreso il marito. La donna ha dichiarato di non aver pianificato il rapimento e di essersi recata in clinica quel giorno senza un piano preciso, lasciandosi guidare dall'impulso. Ha spiegato che il gesto sarebbe stato dettato dalla disperazione e dalla volontà di avere un figlio, sottolineando di non aver voluto fare del male alla bambina.

Acqua Moses Omogo Chidiebere, il marito di Rosa Vespa, ha affermato di essere stato ingannato dalla moglie e di non sapere nulla di quanto stava organizzando. Le sue parole, insieme ad alcuni riscontri, sono state sufficienti a convincere il giudice dell'udienza preliminare Claudia Pingitore a scagionarlo dall'accusa di aver partecipato al sequestro della piccola Sofia. Il pubblico ministero Antonio Bruno Tridico ha chiesto l'annullamento del provvedimento di carcerazione, contribuendo alla scarcerazione di Moses.

Il caso ha sollevato numerosi interrogativi, soprattutto riguardo alla simulazione della gravidanza da parte di Rosa Vespa e alla sua capacità di ingannare il marito e le persone a lei vicine.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.