Neonata rapita a Cosenza, proseguono le indagini
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
A Cosenza, le indagini sul rapimento della neonata Sofia Cavoto, avvenuto nella clinica "Sacro Cuore", continuano senza sosta. Gli inquirenti stanno esaminando i cellulari di Rosa Vespa, la donna arrestata per il rapimento, e di suo marito, Aqua Omogo Chiediebere Moses, per ricostruire tutti i contatti tra i due. La donna, che ha finto per mesi di essere incinta, ha rapito la piccola Sofia poche ore dopo la nascita, ma è stata fermata dalla squadra mobile dopo appena tre ore.
Rosa Vespa, 52 anni, ha dichiarato di essere entrata in uno stato confusionale e di non ricordare bene gli eventi che l'hanno portata a compiere il rapimento. Durante l'interrogatorio, ha affermato di non aver avuto l'intenzione di sottrarre un bambino alla propria madre. Tuttavia, le sue dichiarazioni sono al vaglio degli inquirenti, che stanno cercando di chiarire le circostanze del rapimento.
Il marito di Rosa Vespa, un 43enne originario del Senegal, è stato rimesso in libertà dal gip di Cosenza, poiché ritenuto estraneo ai fatti. Gli investigatori stanno ora concentrando le loro attenzioni sulla donna, cercando di capire se abbia agito da sola o con l'aiuto di complici. Inoltre, stanno verificando le presunte visite mediche a cui Rosa Vespa avrebbe sottoposto la neonata durante il periodo in cui ha finto di essere incinta.
L'audio di Rosa Vespa, trasmesso durante la trasmissione "Pomeriggio Cinque", ha rivelato ulteriori dettagli sul finto parto e sullo stato confusionale in cui si trovava la donna.




