Carburanti Ue, allarme jet fuel: scorte ai minimi e rischio inverno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Europa affronta una nuova emergenza sui carburanti: il deficit di jet fuel previsto per il quarto trimestre 2026 mette sotto pressione il sistema energetico e il trasporto aereo. La crisi delle forniture arriva mentre le scorte nell’hub petrolifero Amsterdam-Rotterdam-Anversa sono scese ai livelli più bassi degli ultimi sette anni, aumentando le preoccupazioni per la disponibilità di carburante nei prossimi mesi.

Secondo le stime di Energy Aspects, il mercato europeo del carburante per l’aviazione potrebbe registrare una carenza di circa 510 mila barili al giorno nel quarto trimestre del 2026. Il calo delle forniture provenienti dal Medio Oriente ha modificato le rotte commerciali e spinto i Paesi europei a cercare alternative in altre aree del mondo, con maggiori importazioni da Stati Uniti, Africa e Asia.

La situazione riguarda soprattutto il jet fuel, uno dei prodotti appartenenti alla categoria dei distillati medi, insieme a diesel e gasolio. Le difficoltà di approvvigionamento hanno aumentato la dipendenza europea dai mercati internazionali, mentre gli operatori hanno iniziato a rivolgersi a nuovi fornitori per compensare il calo dei flussi tradizionali. Tra le fonti alternative è cresciuto il ruolo della Corea del Sud, con esportazioni verso l’Europa tornate su livelli elevati.

Il commissario europeo ai Trasporti e al Turismo Apostolos Tzitzikostas ha segnalato l’instabilità del mercato dei carburanti, spiegando che prezzi del greggio e del carburante per aerei sono elevati e influenzati dall’evoluzione delle tensioni geopolitiche. In caso di peggioramento della crisi delle forniture, Bruxelles potrebbe convocare una riunione straordinaria dei ministri dei Trasporti dei Paesi dell’Unione europea.

Le difficoltà del settore energetico europeo sono legate anche alla riduzione degli arrivi dalle aree tradizionalmente centrali per il commercio petrolifero. Le tensioni in Medio Oriente hanno ridotto una parte degli approvvigionamenti destinati al continente e hanno spinto compagnie e trader a riorganizzare i collegamenti marittimi e le fonti di acquisto.

L’hub Amsterdam-Rotterdam-Anversa, uno dei principali centri europei per stoccaggio e lavorazione dei prodotti petroliferi, ha registrato livelli di giacenze particolarmente contenuti. La diminuzione delle riserve ha aumentato la sensibilità del mercato rispetto a eventuali nuove interruzioni nelle forniture internazionali.

Per colmare il divario, gli operatori stanno sfruttando maggiormente i flussi provenienti dall’Asia-Pacifico e dal Nord America. I dati sulle esportazioni indicano un aumento della produzione di jet fuel in Corea del Sud, dove la lavorazione delle raffinerie ha sostenuto una maggiore disponibilità di prodotto destinato anche ai mercati esteri.

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