Virus respiratorio sinciziale, un rischio emergente anche per gli adulti
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Redazione Salute
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Il virus respiratorio sinciziale (RSV), spesso associato ai neonati, rappresenta un rischio significativo anche per gli adulti, in particolare per gli over 60 con patologie croniche. Secondo i dati presentati dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) e dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), nel 2019 in Italia si sono verificati circa 290mila casi di infezioni respiratorie acute da RSV, con 26mila ricoveri ospedalieri e 2mila decessi correlati.
La campagna di immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale, avviata da Regione Lombardia, ha coinvolto 4.340 bambini nati nel 2024 a Brescia. La campagna, iniziata a metà ottobre, ha inizialmente coinvolto i bambini con peso superiore ai 5 chilogrammi, per poi estendersi, dal primo novembre fino al 31 marzo 2025, ai nuovi nati negli ospedali. Oltre quattromila somministrazioni sono state effettuate nel territorio di competenza di Ats Brescia, che si aggiungono alle quasi quattrocento della Valcamonica.
Il virus respiratorio sinciziale, spesso sottovalutato, rappresenta una minaccia non solo per i neonati ma anche per gli adulti, in particolare per gli anziani con patologie croniche. La prevenzione e l'immunizzazione sono fondamentali per ridurre il rischio di infezioni gravi e complicazioni, soprattutto in una popolazione vulnerabile come quella degli over 60.




