Pogacar scrive la storia: un quinto Lombardia di fila, superando Coppi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Tadej Pogacar, il cui dominio in questo finale di stagione sembra ormai un dato ineluttabile, ha firmato a Bergamo un'impresa che trasforma la sua carriera in leggenda. Con una volata solitaria, lunga ben trentotto chilometri, il campione del mondo ha chiuso la 119esima edizione del Giro di Lombardia, l'ultima Classica monumento dell'anno, consegnando al ciclismo una pagina di storia. La sua, che è la decima affermazione in una Monumento, non è una semplice vittoria ma un record assoluto: nessuno, prima d'ora, era mai riuscito ad appuntarsi sul petto la "Classica delle Foglie Morte" per cinque edizioni consecutive.

Un paragone che diventa superamento

Il suo nome, da oggi, è accostato a quello di Fausto Coppi, il "Campionissimo" che con la stessa corsa seppe costruire una parte fondamentale del suo mito. Anche Coppi, infatti, vinse cinque volte il Lombardia, un traguardo che per decenni è parso un limite inviolabile. C'è, però, un dettaglio che rende il successo di Pogacar ancor più significativo: mentre l'italiano distribuì i suoi trionfi in un arco di nove anni, intervallati da altre corse e da sconfitte, lo sloveno ha centrato l'obiettivo ininterrottamente, ogni volta che si è presentato alla partenza. Una continuità di rendimento, questa, che non ha eguali nella storia della corsa.

L'azione decisiva sul Passo di Ganda

La corsa, che si preannunciava come un duello con il belga Remco Evenepoel – poi giunto secondo, replicando i piazzamenti dei recenti campionati mondiale ed europeo –, ha trovato il suo epilogo sulla salita del Passo di Ganda. È lì che Pogacar, dimostrando una forma fisica superiore e una tattica impeccabile, ha staccato la freccia. Senza aver nemmeno bisogno dell'appoggio dei compagni, ha lanciato un attacco devastante al quale nessuno, Evenepoel in testa, ha potuto opporre una resistenza credibile. L'australiano Storer e il giovane Isaac del Toro sono stati semplicemente spettatori, come tutti gli altri, di un'azione che aveva il sapore del già visto e al tempo stesso della perfezione assoluta.

Un ciclo senza interruzioni

Quello che colpisce, osservando il percorso di Pogacar, è la capacità di mantenere un livello così eccelso attraverso diverse annate, unendo la forza bruta a una intelligence di gara fuori dal comune. Le sue cinque vittorie, giunte in sequenza perfetta, disegnano un ciclo di supremazia ininterrotto che pochi, nella storia di questo sport, possono vantare. Il suo, ormai, non è più solo un palmarès eccezionale ma un corpus di imprese che ridefinisce i parametri stessi del successo nel ciclismo moderno, dove la specializzazione e la concentrazione sugli obiettivi paiono essere la chiave per entrare nell'Olimpo dei più grandi.

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