Carnevali alla Juventus, addio tra Comolli e un conto salato di 8 milioni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Juventus ha ufficialmente voltato pagina, come del resto ampiamente pronosticato negli ambienti della Continassa già nelle scorse settimane, affidando la propria gestione manageriale a Giovanni Carnevali. Il club, attraverso un comunicato ufficiale pubblicato nella giornata di oggi, ha reso noto che il consiglio di amministrazione ha deliberato la nomina dell'ex dirigente del Sassuolo, considerato uno dei migliori artefici delle recenti politiche di sviluppo sostenibile nel panorama italiano, in qualità di nuovo amministratore delegato e direttore generale.

L'incarico, che segna la fine dell'era breve ma molto costosa di Damien Comolli, arriva con un obiettivo chiaro dichiarato dalla stessa società: rafforzare il progetto sportivo e industriale, consolidando un percorso di crescita che sembra essersi interrotto bruscamente dodici mesi fa.

Le cifre dietro l'addio a Comolli e l'impatto sui conti bianconeri

Se il cambio al vertice rappresenta una scelta strategica per il futuro, il passato recente pesa come un macigno sui conti del club. Damien Comolli, il cui regno è durato esattamente dal 4 giugno 2025 al 12 giugno 2026, lascia Torino con un "paracadute" economico di proporzioni ragguardevoli: il suo breve passaggio alla Continassa, infatti, è costato complessivamente più di 8 milioni di euro lordi.

Una cifra che fa impressione se si considera la durata dell'esperienza; i dettagli della separazione, concordata di comune accordo tra le parti, prevedono una buonuscita da 850mila euro, cifra che si somma al bonus alla firma (pari a 950mila euro) che l'ex dirigente aveva incassato al momento dell'ingresso in società. A queste voci va naturalmente aggiunto l’ingaggio da 3 milioni netti (circa 6,5 milioni al lordo) che Comolli ha percepito durante l’unico anno trascorso sotto la Mole.

L'eredità di Carnevali, tra esperienza e strategie di mercato

Per raccogliere questa eredità, complicata anche dal punto di vista finanziario visto l’esborso per il divorzio dal precedente manager, arriva dunque Carnevali. L'uomo, salutato come una garanzia da molti osservatori tra cui il giornalista Massimo Callegari, si è presentato con le parole giuste per il nuovo incarico, dichiarandosi "orgoglioso e onorato" di entrare in un club "ricco di storia e identità".

A differenza del suo predecessore, il cui approccio algoritmico e poco dialogante aveva generato frizioni con l’allenatore Luciano Spalletti e con l’area tecnica, Carnevali porta con sé la fama di dirigente "umano", capace di mediare tra le esigenze di bilancio e quelle del campo.

La sua lunga militanza in Emilia, dove ha saputo valorizzare giovani e mantenere i conti in ordine anche in categorie inferiori, rappresenta ora la ricetta che la proprietà guidata da John Elkann intende spalmare su una Juventus che ha bisogno di ritrovare un’identità chiara dopo un'annata comunque al di sotto delle aspettative.

Le ripercussioni di questo avvicendamento, va detto, non sono solo formali o economiche: la nuova governance avrà il compito di gestire un mercato già in fermento, con alcuni dossier rimasti in sospeso proprio a causa dei dissidi interni alla precedente dirigenza.

Carnevali, forte della sua esperienza e della rete di conoscenze costruita in oltre un decennio a Sassuolo, sembra intenzionato a riaprire canali di comunicazione che si erano inspiegabilmente interrotti, cercando di dare a Spalletti quella rosa competitiva che l’anno scorso, forse anche a causa di una certa rigidità gestionale, era mancata.

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