Aggressione a Bologna, autista della linea 96 azzannato all’orecchio da un passeggero: fuga in centro prima dell’arrivo della polizia
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Redazione Interno
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È bastato che il mezzo, un autobus della linea 96 Tper, si fermasse qualche metro più avanti rispetto alla pensilina di piazza Minghetti per scatenare una reazione sproporzionata e feroce. Ieri mattina, intorno alle otto, l’autista – probabilmente distratto o semplicemente in ritardo nell’accorgersi della richiesta di fermata – ha azionato le porte dopo aver superato di poco il punto esatto d’attesa. Un piccolo errore umano nella routine di ogni giorno, che però un passeggero in attesa non ha voluto tollerare.
Una volta salito a bordo, l’uomo – che secondo le prime informazioni delle autorità sarebbe un italiano di circa 65 anni – si è avvicinato alla postazione di guida e ha prima inveito contro il conducente per poi sputargli addosso. La colluttazione è scattata nel tentativo, da parte del lavoratore, di allontanare fisicamente l’aggressore; durante lo scontro ravvicinato, il passeggero lo ha azzannato a un orecchio con una tale violenza da staccargli un frammento di cartilagine.
Soccorsi e indagini: i filmati di sorveglianza al centro delle ricerche
Mentre il conducente, sanguinante e in evidente stato di shock, riceveva le prime cure mediche dal personale del 118 intervenuto sul posto, il suo aggressore ha approfittato della confusione generatasi all’interno del mezzo per darsi rapidamente alla fuga. L’arrivo delle volanti della Polizia di Stato, sebbene tempestivo, non è riuscito a impedire che l’uomo si dileguasse a piedi nel centro storico di Bologna, approfittando della viabilità della piazza.
Gli agenti hanno immediatamente avviato le indagini e, come prassi in questi casi, hanno acquisito le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza installati a bordo del bus. Questi filmati rappresentano al momento l’elemento chiave per risalire all’identità del responsabile – che viene descritto come una persona di circa un metro e sessantacinque centimetri di altezza – e per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti, anche alla luce di eventuali testimonianze di altri viaggiatori presenti alla fermata o seduti nelle vicinanze.
Il movente futile e la ricostruzione della colluttazione
Quanto accaduto ieri in piazza Minghetti si inserisce in quella triste casistica di violenze gratuite che colpiscono quotidianamente i lavoratori del trasporto pubblico locale, spesso esposti a rischi per futili motivi.
In questa circostanza, la scintilla che ha fatto esplodere la rabbia del passeggero è stato un semplice disservizio di pochi metri: l’autista non ha visto immediatamente la richiesta di fermata e ha sforato la pensilina, un errore che capita con una certa frequenza nella guida quotidiana e che di solito si risolve con una breve ripartenza o un semplice gesto di scuse. Tuttavia, per l’aggressore – forse già provato da una precedente frustrazione – quel gesto è stato sufficiente a trasformarsi in un pretesto per l’aggressione fisica.
Dopo gli sputi, l’autista ha cercato di difendersi e di respingere l’uomo, ma nella colluttazione che ne è seguita l’aggressore ha usato i denti come arma, un gesto di una brutalità rara che ha provocato una ferita permanente al conducente, il quale è stato successivamente accompagnato in ospedale per ricevere le suture necessarie.
L’assessore parla di “atto inaudito” e la caccia all’uomo continua
L’episodio, riportato inizialmente dalle cronache locali del Resto del Carlino, ha suscitato inevitabilmente grande sconcerto, tanto che l’assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, Michele Campaniello, ha parlato di “un atto di inaudita e inaccettabile violenza”, sottolineando che nessun presunto disservizio potrà mai giustificare un simile gesto di barbarie.
Al momento, l’aggressore risulta ancora latitante e le forze dell’ordine sono a caccia di questo sessantacinquenne italiano, la cui identità potrebbe presto essere svelata grazie alle immagini estrapolate dalla videosorveglianza. Gli inquirenti stanno inoltre verificando se l’uomo abbia precedenti specifici o se possa essere affetto da disturbi comportamentali, anche se al momento si tratta solo di ipotesi investigative che non trovano ancora conferma negli atti del fascicolo aperto dalla Procura.
Resta intanto la solidarietà nei confronti del conducente, che nei prossimi giorni dovrà sottoporsi a controlli medici per valutare l’entità effettiva del danno subito e, se necessario, a un eventuale intervento di ricostruzione.




