Damasco in mano ai ribelli islamici
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Redazione Esteri
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Damasco, la capitale siriana, è caduta nelle mani dei ribelli islamici, segnando la fine del regime di Bashar al-Assad. La città, che ha visto festeggiamenti e fuochi d'artificio intorno alla moschea degli Omayyadi, è stata conquistata in poco più di una settimana dai ribelli islamisti, sostenuti dalla Turchia e dal movimento Tahrir al-Sham (Hts). Dopo aver preso il controllo di Aleppo, Hama e Homs, i ribelli sono entrati a Damasco nella notte di sabato.
Padre Lutfi Firas, parroco e guardiano dei francescani di Damasco, ha dichiarato che la comunità cristiana spera che le promesse fatte dai jihadisti di rispettare tutte le minoranze vengano mantenute. Tuttavia, ha anche sottolineato come il regime di Assad abbia "sfruttato e usato" i cristiani durante il suo governo.
Il crollo repentino dell'esercito Arabo Siriano e il collasso delle strutture di governo siriane, che si sono dichiarate pronte a cooperare con gli insorti, sollevano molti interrogativi sulle origini e le cause del blitz che ha portato alla caduta del regime in una dozzina di giorni. La fuga di Assad è stata definita un "capolavoro" di Hakan Fidan, capo dell'intelligence turca.
Nel frattempo, in Italia, un uomo ricoverato a Lucca con sintomi influenzali è stato dimesso dopo che si è scoperto che non era affetto dal virus che sta colpendo una regione del Congo. In Ucraina, il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che finora sono morti 43.000 soldati ucraini e altri 370.




