Shiffrin domina ancora, a Copper Mountain è la 104esima vittoria

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un anno dopo l’incidente che aveva fatto temere per il suo futuro agonistico, il dominio di Mikaela Shiffrin tra i pali stretti della Coppa del Mondo di sci non conosce soste, confermandosi una costante che, nonostante le attese e le previsioni più ottimistiche, continua a stupire per la sua ininterrotta regolarità. Sulla pista di Copper Mountain, a pochi chilometri da quella che considera la sua casa, la statunitense si è aggiudicata con autorevolezza il terzo slalom speciale della stagione, aggiornando a centoquattro il numero complessivo delle sue affermazioni in carriera, delle quali sessantasette maturate proprio nella disciplina tecnica per eccellenza. Se nella prima manche, pur commettendo un errore, era riuscita a costruire un margine di ventotto centesimi sulla svizzera Wendy Holdener – che in seguito sarebbe scivolata fino al quinto posto – nella seconda prova, nonostante un tracciato reso più insidioso dalle condizioni della neve, ha saputo amministrare il vantaggio e chiudere con il secondo tempo parziale, un dettaglio che la dice lunga sulla sua capacità di controllo anche quando la vittoria sembra ormai sicura.

I distacchi che lasciano il segno

A rendere ancor più significativo il successo, che porta il suo computo di podi a centosessanta, sono stati i distacchi, quasi da capogiro, inflitti alle dirette inseguitrici. La tedesca Lena Duerr, giunta seconda, ha staccato di un secondo e cinquantasette centesimi, mentre l’italo-albanese Lara Colturi, pur confermandosi per la seconda volta in carriera sul podio in Coppa del Mondo, ha dovuto arrendersi a un distacco di un ottantacinque centesimi. Un divario che, al di là dei numeri, delinea con chiarezza la dimensione di una supremazia difficilmente eguagliabile in questo momento storico, frutto di una preparazione maniacale e di una concentrazione che sembra non venire meno neppure quando la competizione è ormai decisa.

La giornata azzurra tra luci e ombre

Per la squadra italiana, invece, la giornata si è rivelata di quelle in cui si fatica a trovare un punto di riferimento, con la nevicata leggera e un fondo non particolarmente duro che non hanno agevolato le atlete in azzurro. Lara Della Mea, la quale con il pettorale numero ventuno era riuscita a concludere la prima manche in sedicesima posizione, è stata l’unica a ottenere l’accesso alla seconda discesa, dove però ha perso diverse posizioni, chiudendo la gara in ventitreesima piazza. Un risultato che, se da un lato permette di raccogliere punti per la classifica generale, dall’altro lascia intravedere un gap da colmare rispetto alle vertici della disciplina, un percorso di crescita che richiederà ancora tempo e lavoro.

Il quadro di una specialità

La gara, nel suo complesso, ha offerto un quadro piuttosto definito degli equilibri nello slalom femminile, dove la norvegese Thea Louise Stjernesund, chiudendo la prima manche in venticinquesima posizione, ha dimostrato che, nonostante le difficoltà, era possibile ritrovare un buon feeling con la pista e centrare la qualificazione. Elementi, questi, che contribuiscono a descrivere un panorama competitivo in cui, al di là dell’indiscussa regina, la lotta per i piazzamenti di rilievo rimane aperta e combattuta, passando attraverso prestazioni altalenanti e tracciati che riservano sempre delle insidie.

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