L'Italia Under 17 si arrende a Moser, l'Austria vola in finale
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Redazione Sport
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Il sogno mondiale degli Azzurrini, che aveva tenuto viva la speranza fino all'ultimo respiro, si è infranto sul campo di Doha contro una compagine austriaca, la quale, confermando le previsioni del commissario tecnico italiano alla vigilia, ha dimostrato di possedere una concretezza e un'organizzazione pressoché impeccabili. La partita, attesa e temuta, ha rappresentato l'epilogo di una maratona agonistica, come era stata definita, che aveva visto entrambe le nazionali disputare sette incontri consecutivi senza mai dover ricorrere alla lotteria dei calci di rigore; un percorso, il loro, costellato di vittorie che li aveva condotti a questo scontro diretto, dove soltanto uno avrebbe potuto accedere all'ultimo atto. L'Austria, squadra solida e sorniona, ha saputo gestire le fasi con una freddezza che, al contrario, è mancata alla formazione italiana, la quale non è riuscita a trovare quelle soluzioni offensive necessarie a impensierire seriamente la difesa avversaria.
La doppietta decisiva e le occasioni azzurre
Dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, ma già segnato da un'impalpabile prova di alcuni elementi chiave degli Azzurri – al punto da costringere la panchina a un cambio a inizio ripresa –, è stato Moser a sbloccare il risultato, imprimendo una svolta decisiva alle proprie fortune e a quelle della sua nazionale. La sua doppietta, maturata nel corso della seconda frazione di gioco, ha di fatto chiuso la contesa, condannando l'Italia a un rimonto che non è mai sembrato veramente all'orizzonte. Gli spunti pericolosi da parte azzurra sono stati pochissimi, come il tentativo di Maccaroni su un cross lungo di Mambuku, uno dei quali che si è avvicinato alla porta senza però trovare il gol del pareggio; al contrario, le ripartenze austriache, spesso originate da azioni come quella di Mambuku stesso, sebbene concluse con cross imprecisi, mantenevano viva la pressione su un reparto arretrato costretto a interventi a volte al limite, come quello di Borasio che, dopo una iniziale ammonizione e la consultazione del Var, è costato al giocatore l'espulsione per un fallo da ultimo uomo.
Il controllo di gara e le decisioni arbitrali
La partita è stata amministrata con un rigore che ha visto l'arbitro ricorrere all'ausilio del Var per valutare alcuni episodi controversi, tra cui un contatto in area di rigore che, dopo un attento esame, non è stato ritenuto sufficiente per assegnare un calcio di rigore. Le decisioni dell'uomo in nero hanno influito sul ritmo della gara, interrompendo più volte l'azione e contribuendo a spezzare la continuità di gioco che gli Azzurri avrebbero forse preferito. La stessa trasformazione del cartellino giallo in rosso per Borasio, decretata a seguito della revisione in monitor, ha segnato un punto di non ritorno per le ambizioni italiane, costringendo la squadra a proseguire la rimonta in inferiorità numerica, un handicap che ha reso ancor più arduo il già complicato tentativo di ribaltare il risultato.
L'epilogo per il percorso azzurro
Con il fischio finale, si è chiuso un capitolo importante per l'Italia Under 17, che lascia il torneo con l'amarezza di aver mancato per un solo passo l'accesso alla finalissima, fermandosi in semifinale dopo un cammino comunque positivo fino ai quarti di finale. L'Austria, grazie alla prestazione della sua punta, potrà invece affrontare la vincente della sfida tra Brasile e Portogallo, conscia di aver superato una prova di altissimo livello. Per gli Azzurrini, l'impresa non è riuscita, e la delusione per non essere stati capaci di esprimere un gioco più pericoloso e incisivo è il sentimento che prevale, nonostante il rispetto mostrato per un'avversaria che si è rivelata, nei fatti, semplicemente più forte e determinata nel momento decisivo.




