Poste, il 23 luglio l’assemblea per la scissione di PostePay e l’Opas su Tim
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Redazione Economia
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Il consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha ufficialmente convocato l'assemblea straordinaria degli azionisti per il prossimo 23 luglio 2026, in unica convocazione, per mettere ai voti due operazioni strategiche che ridisegneranno l'assetto del gruppo guidato da Matteo Del Fante.
La riunione, che arriva dopo il via libera della Banca d'Italia ai relativi provvedimenti autorizzativi, sarà chiamata a deliberare su un pacchetto di modifiche al Regolamento del Patrimonio BancoPosta e, contestualmente, sul progetto di scissione parziale di PostePay, una mossa che intende gettare le basi per il nuovo polo finanziario del colosso dei servizi postali.
La riorganizzazione interna e il ruolo di PostePay
Al centro dell'ordine del giorno dell'assemblea del 23 luglio vi è quindi la riorganizzazione interna del gruppo, finalizzata alla creazione di un "Polo Finanziario" integrato nell'ambito del Patrimonio BancoPosta, che dovrà fondere il business dei pagamenti con i servizi finanziari tradizionali.
L'operazione prevede la scissione parziale di PostePay, la società controllata che gestisce i pagamenti digitali, con l'assegnazione del relativo compendio aziendale a Poste Italiane e la contestuale destinazione di una parte di questo patrimonio al BancoPosta, previa modifica del regolamento di quest'ultimo.
Si tratta di un passaggio complesso, già preannunciato a marzo in occasione della presentazione dell'aggiornamento del piano strategico 2026, che mira a razionalizzare le attività e a creare sinergie tra i diversi rami d'azienda, sfruttando la capillarità della rete degli uffici postali e la crescita dei servizi digitali.
L'Opas su Tim e l'aumento di capitale
Parallelamente alla riorganizzazione interna, l'assemblea dei soci si inserisce nel più ampio contesto dell'offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) lanciata da Poste Italiane su Tim, un'operazione dal valore complessivo di circa 10,8 miliardi di euro che mira a rilevare il controllo della società telefonica e a procedere al suo delisting.
Per sostenere questa maxi-operazione, che prevede un corrispettivo misto in azioni e contanti, il cda di Poste ha già ottenuto dall'assemblea degli azionisti, tenutasi a metà giugno, il via libera all'aumento di capitale necessario per lo scambio azionario. La proposta è stata approvata con un plebiscitario 99,81% dei voti favorevoli, attribuendo al consiglio di amministrazione la facoltà di aumentare il capitale sociale a pagamento per un importo massimo di 371.986.
879 euro, attraverso l'emissione di altrettante nuove azioni ordinarie.
Il pool di banche per il finanziamento
Per coprire la componente in contanti dell'offerta, che ammonta a 2,85 miliardi di euro, Poste Italiane ha nel frattempo selezionato un ristretto pool di cinque primari istituti di credito, scelti al termine di una procedura di gara avviata a metà maggio. Le banche che garantiranno il finanziamento sono due colossi italiani, Intesa Sanpaolo e UniCredit, e tre internazionali: BNP Paribas, Deutsche Bank e J.P. Morgan, con ciascuna che dovrebbe farsi carico di una quota di circa 570 milioni di euro.
La scelta di affidarsi a un pool di banche, nonostante il gruppo disponga di una significativa liquidità e di linee di credito non utilizzate, è stata dettata dalla volontà di ottimizzare le condizioni economiche del finanziamento, approfittando dell'interesse suscitato dall'operazione tra gli istituti di credito.
Le prossime tappe
L'operazione su Tim, che prevede lo scambio di 0,218 azioni Poste di nuova emissione e un conguaglio in contanti di 0,167 euro per ogni azione Tim conferita, è ora in attesa dei via libera definitivi da parte di Consob e Banca d'Italia, previsti entro la fine di luglio.
Il 24 luglio, il giorno successivo all'assemblea straordinaria, il consiglio di amministrazione si riunirà per approvare i conti del semestre e il piano industriale stand alone di Poste, che dovrà dimostrare le potenzialità di crescita della società anche senza l'acquisizione di Tim, prima del lancio dell'offerta atteso per la metà di agosto.
L'assemblea del 23 luglio rappresenta quindi un tassello fondamentale per completare il quadro autorizzativo e dare il via alla fase operativa di quella che si preannuncia come una delle più importanti operazioni di M&A nel panorama italiano degli ultimi anni.




