Auto aziendali, l'Agenzia delle Entrate chiarisce: optional e ricarica domestica sono a carico del dipendente
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Redazione Economia
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La strada dei benefit legati all'auto aziendale si fa più impervia. Dopo le correzioni fiscali di inizio anno che hanno favorito i veicoli elettrificati, un nuovo intervento dell'Agenzia delle Entrate delinea un perimetro ancor più definito, lasciando ai dipendenti oneri che un tempo potevano apparire confusi.
Il principio cardine: costi aggiuntivi a carico del lavoratore
Il fisco ribadisce un principio semplice: ogni costo che esula dall'utilizzo standard del veicolo concesso in uso promiscuo grava sul lavoratore. Chi richiede optional non previsti dalla dotazione base li paga di tasca propria, senza che questa spesa generi sconti sulla tassazione del fringe benefit.
La novità per le auto elettriche: la ricarica domestica
La circolare n. 10/E del 3 luglio e la Risposta n. 237/E del 10 settembre chiariscono un punto cruciale. I rimborsi per le ricariche effettuate a casa non riducono il valore imponibile del benefit. Sono considerati semplici indennità che non alleggeriscono il carico fiscale per il dipendente.
Il calcolo forfettario e la volontà del legislatore
Il meccanismo di calcolo rimane ancorato al regime forfetario basato sulle tabelle ACI. Questo sistema semplifica la determinazione del reddito da tassare, ma non concede deduzioni per i costi reali sostenuti. L'obiettivo è circoscrivere con precisione il valore del benefit, tassarlo in base all'impatto ambientale del veicolo e considerare ogni altra spesa come un fatto privato.




