Bordighera, la madre di Beatrice non potrà partecipare ai funerali: revocato il nulla osta per motivi di sicurezza
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Redazione Interno
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Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Imperia ha ufficialmente negato il permesso a Manuela Aiello, la madre della piccola Beatrice, di partecipare ai funerali della figlia di due anni, che si terranno domani pomeriggio, venerdì 14 agosto, presso la chiesa dell'Immacolata Concezione a Bordighera. La decisione, giunta a sorpresa a meno di 48 ore dalla cerimonia, è stata motivata con stringenti ragioni di ordine pubblico e sicurezza, a fronte di un clima di forte tensione e di una massiccia affluenza di persone attesa per l'evento.
La decisione del giudice e le motivazioni
Il nulla osta per la detenuta, che si trova attualmente nel carcere di Torino con l'accusa di omicidio preterintenzionale e maltrattamenti aggravati in concorso con il compagno Emanuel Iannuzzi, era stato concesso dal magistrato lo scorso giugno. La revoca, formalizzata nelle scorse ore, è stata determinata dalle valutazioni del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, riunitosi in Prefettura a Imperia.
L'incontro, presieduto dal prefetto Antonio Giaccari, ha riunito i vertici delle forze di polizia, il procuratore della Repubblica Alberto Lari, il sindaco di Bordighera e i rappresentanti degli enti di soccorso, i quali hanno concordato sull'esistenza di un concreto pericolo per l'incolumità della donna e per il regolare svolgimento delle esequie, paventando possibili incidenti e disordini legati alla sua presenza.
Le tensioni con la famiglia paterna e il dispositivo di sicurezza
Le preoccupazioni delle autorità sono alimentate dalle forti tensioni esistenti con la famiglia paterna della piccola Beatrice e dalla prevedibile partecipazione di un gran numero di cittadini e curiosi, che renderebbero la situazione particolarmente delicata. Per garantire che il rito funebre si svolga nella massima regolarità, è stato attivato un imponente dispositivo di sicurezza che prevede l'istituzione di una "zona di attenzione" nei pressi della Chiesa dell'Immacolata Concezione.
L'area sarà costantemente vigilata dalle Forze di Polizia, che provvederanno a filtrare i partecipanti attraverso varchi di accesso controllati, mentre la viabilità subirà pesanti limitazioni, con la chiusura al traffico di un tratto della Via Aurelia e il controllo dell'afflusso di veicoli dall'Autostrada dei Fiori.
La presenza del padre e il lutto cittadino
Mentre a Manuela Aiello è stato revocato il nulla osta, il giudice ha concesso il permesso al padre naturale di Beatrice, Maurizio Rao, che si trova attualmente ristretto nel carcere di Sanremo per cumulo di pena. L'uomo potrà quindi partecipare alla cerimonia, accompagnato dalla polizia penitenziaria, insieme ai nonni paterni e materni della bambina. Al momento non è stata esclusa la presenza delle due sorelline di Beatrice, di 9 e 10 anni, che hanno reso dichiarazioni cruciali durante le indagini, contribuendo a ricostruire le ultime ore di vita della piccola.
In segno di lutto e partecipazione al dolore della comunità, il Comune di Bordighera ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di domani.
Il contesto dell'inchiesta
La tragedia della piccola Beatrice, trovata senza vita lo scorso 9 febbraio nella sua abitazione di Bordighera, ha sconvolto l'opinione pubblica. Le indagini della Procura di Imperia, coordinate dal procuratore Alberto Lari, hanno portato all'arresto della madre e del compagno con l'accusa di maltrattamenti aggravati, ipotesi di reato che ha sostituito quella iniziale di omicidio preterintenzionale.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la morte della bambina non sarebbe stata causata da una caduta accidentale, ma da un trauma cranico conseguente a un regime di prolungate e atroci violenze. L'autopsia, disposta dal medico legale Francesco Ventura, ha confermato la natura letale del trauma e ha evidenziato sul corpo della vittima segni compatibili con percosse e uno stato di malnutrizione.
Elementi probatori di particolare gravità, come foto e video con contenuti choc, sono emersi dai dispositivi elettronici sequestrati agli indagati, delineando un quadro di "selvaggia intensità" delle violenze subite dalla bambina nei giorni precedenti il decesso.
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