"È un disastro": il crollo dei mercati nell'era dei dazi senza confini
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L’alba finanziaria ha portato con sé un terremoto globale, con le principali piazze asiatiche precipitate in territorio negativo dopo l’annuncio dei nuovi dazi statunitensi, che hanno scatenato una reazione a catena destinata a riverberarsi anche in Europa. Tokyo, tra le più colpite, ha perso oltre il 3%, mentre Hong Kong e Seul hanno registrato cali vicini al 2%, trascinando con sé i futures sullo S&P 500, anch’essi in picchiata.
In Cina, lo Shanghai Composite Index ha aperto in ribasso dello 0,91%, seguito dallo Shenzhen Component Index, che ha ceduto l’1,22%, e dal ChiNext Index, sceso dell’1,26%. Quest’ultimo, insieme ad altri indici minori, riflette l’andamento delle società quotate a Shenzhen, confermando una tendenza negativa che non risparmia neppure il petrolio: il Wti americano ha perso il 2,6%, scendendo sotto i 70 dollari al barile, mentre l’oro – tradizionale bene rifugio – ha registrato un calo dello 0,4%, attestandosi a 3.154 dollari l’oncia.
L’Europa, intanto, si prepara a una seduta pesante, con i future sui principali indici già in forte rosso, in linea con il tonfo di Wall Street. L’annuncio di Washington, che ha esteso le misure protezionistiche a oltre 180 Paesi – con l’eccezione della Russia, il cui Moex ha comunque perso l’1,3% – ha alimentato timori di una nuova fase recessiva, spingendo gli investitori verso una fuga generalizzata dai rischi.




