Razionamento carburante in quattro aeroporti italiani, voli a rischio fino all’estate
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Redazione Economia
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La crisi del cherosene, che già da settimane teneva col fiato sospeso le compagnie aeree europee, ha finalmente varcato i confini nazionali manifestandosi con un razionamento diretto in quattro scali italiani. Una comunicazione interna diffusa da Air Bp Italia – società del gruppo britannico – ha infatti imposto un contingentamento delle forniture per gli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia, una misura che resterà in vigore almeno fino al 9 aprile. La scarsità di materia prima, unita ai costi proibitivi dell’approvvigionamento, ha spinto i gestori a intervenire con un sistema di priorità: i rifornimenti andranno anzitutto ai voli ambulanza, a quelli di Stato e ai collegamenti la cui durata supera le tre ore. Una scelta, quest’ultima, che lascia intendere come i traghetti più brevi – quelli nazionali o verso destinazioni vicine – potrebbero essere i primi a subire tagli o cancellazioni.
Disagi estivi e il nodo delle assicurazioni
Il timore, ormai tangibile tra gli addetti ai lavori, è che le restrizioni non restino confinate a queste quattro piste e che si allunghino ben oltre la primavera, arrivando a intaccare la stagione estiva. I voli già prenotati per luglio e agosto, in questo scenario, diventano un terreno minato per i passeggeri. Come ci si può proteggere, allora, da un’eventuale cancellazione dovuta alla mancanza di carburante? La soluzione più concreta – spiegano gli esperti del settore – passa dalla scelta di tariffe flessibili o rimborsabili, un’opzione che incide sul prezzo finale ma che evita di perdere l’intero costo del biglietto. A questa si accompagna l’utilità di stipulare un’assicurazione viaggio, il cui premio varia dai 15 ai 30 euro per le tratte europee e può salire fino a 100 euro per i voli intercontinentali. Un investimento, quest’ultimo, che non copre però tutti i rischi: se la carenza di cherosene venisse classificata come “circostanza eccezionale”, le compagnie aeree sarebbero sollevate dall’obbligo di risarcire i passeggeri fino a 600 euro, come previsto dal Regolamento CE n. 261/2004. Lo ricorda Kathrin Cois, direttore generale di RimborsoAlVolo, sottolineando come i viaggiatori rischierebbero di restare a terra senza alcun indennizzo, perdendo inoltre quanto già versato per hotel o servizi turistici collegati.
I chiarimenti degli scali e le priorità operative
Gli aeroporti coinvolti hanno cercato di arginare il panico con note ufficiali. Bologna, Treviso e Venezia, in particolare, hanno ribadito che il contingentamento serve a gestire una fase di temporanea scarsità e che la priorità assoluta resta riservata ai voli salvavita e a quelli istituzionali. Per i voli commerciali di durata superiore alle tre ore – quindi gran parte dei collegamenti medio-lunghi – si cercherà comunque di garantire il rifornimento, mentre restano in bilico le rotte più brevi. Nessun aeroporto, per ora, ha parlato di stop totale alle operazioni. Ma la tensione cresce, anche perché la comunicazione di Air Bp Italia è arrivata direttamente alle compagnie, scavalcando di fatto i canali informativi tradizionali e alimentando il nervosismo tra i vettori low cost, quelli più esposti sui voli a corto raggio.
Lo scenario europeo: criticità locali, non ancora allarme
A livello continentale, fonti del settore citate dal Corriere della Sera hanno cercato di smorzare i toni. «Siamo molto, molto, molto lontani da una fase d’allarme», ha spiegato un funzionario europeo, aggiungendo che il jet fuel c’è e che l’intera rete di distribuzione del Vecchio Continente è in grado di assorbire criticità locali come quelle italiane. Il problema, semmai, è la natura frammentata della crisi: non esiste una penuria generalizzata, ma strozzature logistiche e rincari che rendono antieconomico o fisicamente complesso rifornire certi scali in tempi brevi. Il razionamento imposto da Air Bp Italia è dunque un sintomo, non ancora la malattia conclamata. Eppure, per i passeggeri che hanno già in tasca una prenotazione estiva, la differenza è sottile: il rischio di vedersi cancellare il volo – senza risarcimento e con costi accessori già sostenuti – è diventato, per la prima volta dopo anni, una concreta evenienza da mettere in conto.




