L’agguato nel parcheggio di Pavia, fermato un minorenne per l’omicidio di Gabriele Vaccaro
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Redazione Interno
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Il movente affonda forse le sue radici in una parola di troppo, o in quello che gli investigatori, con una formula ormai tecnica, definiscono un “futile motivo”; a distanza di poche ore dall’omicidio di Gabriele Vaccaro, il 25enne originario di Favara trovato morto in un parcheggio di Pavia, la Squadra Mobile ha fermato un ragazzo che non ha ancora compiuto diciassette anni. Le indagini, coordinate dalla Procura per i minorenni, si sono strette attorno al giovane di origini egiziane dopo un lungo interrogatorio in Questura: è lui, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il presunto autore del fendente che ha reciso la carotide del giovane operaio della logistica. La salma di Gabriele, trasferita all’istituto di medicina legale del Policlinico San Matteo, è stata sottoposta a esame autoptico per confermare la natura precisa della ferita, inferta – stando ai primi rilievi – con un cacciavite o un punteruolo.
La lite nel parcheggio e il “portatemi a casa” della vittima
Tutto si è consumato nell’area Cattaneo, a due passi dal centro storico, dove la movida pavese si attenua nel silenzio del parcheggio. Gabriele si trovava in compagnia di due amici; insieme avevano appena ritirato delle pizze d’asporto e si accingevano a fare ritorno verso l’automobile quando si è materializzato il secondo gruppo. Un alterco verbale, forse già iniziato all’interno di un locale poco distante, è rapidamente degenerato. Il ragazzo è stato raggiunto al collo da un colpo che, in apparenza, non sembrava grave; la vittima stessa, come riferito dalle prime testimonianze, avrebbe pregato i suoi amici di essere riportata a casa, a Broni, perché convinta che si trattasse di una ferita superficiale. Solo più tardi, nell’appartamento di uno dei coinvolti, le sue condizioni sono precipitate, costringendo il gruppo a richiedere l’intervento del 118. Il trasporto d’urgenza al San Matteo è stato inutile: Gabriele Vaccaro è morto durante un intervento chirurgico.
Il fermo del 16enne e le immagini della videosorveglianza
Decisiva per la svolta investigativa è stata la visione delle telecamere di sorveglianza posizionate lungo viale Matteotti e nelle vie adiacenti. I filmati hanno permesso agli agenti di risalire ai componenti del gruppo antagonista, tutti giovani di origine nordafricana, portati in Questura nel pomeriggio di domenica. Mentre tre dei fermati sono stati rilasciati con una denuncia a piede libero per rissa, la posizione del 16enne si è aggravata nel corso degli interrogatori, portando al provvedimento di fermo. La Procura valuta ora la custodia cautelare in un istituto penale minorile per l’indagato, che dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario. L’arma del delitto, non ancora ritrovata, è al momento oggetto di battute di ricerca nelle aree limitrofe al parcheggio.
Il sorriso di un ragazzo che aveva scelto il Nord
Lontano dai risvolti giudiziari, il profilo di Gabriele Vaccaro emerge dai ricordi degli amici e dai suoi profili social: si alternano foto sul campo di calcio – era un terzino destro, tifoso dell’Inter – a scatti nelle spiagge siciliane, abbracciato alla sorella gemella o sorridente davanti al Duomo di Milano. Trasferitosi da pochi mesi nel Pavese per lavorare in un centro di logistica postale a Stradella, il ragazzo aveva lasciato Favara per costruirsi un futuro, pur mantenendo un legame viscerale con la sua terra d’origine. La notizia della morte ha suscitato una forte impressione nella comunità agrigentina, dove il sindaco ha proclamato il lutto cittadino, ma anche a Pavia, dove la violenza cieca di un litigio notturno ha spezzato una vita che sembrava aver trovato la sua direzione.




