Possamai: aumenti sacrosanti per i dipendenti, ma le casse dei Comuni sono esauste

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza e coordinatore Anci della consulta città capoluogo, pur accogliendo con soddisfazione lo sblocco del Contratto nazionale 2022-2024 per i dipendenti degli enti locali, definendolo “un atto dovuto”, pone con immediatezza l’accento sulla criticità finanziaria in cui versano i bilanci municipali. “Le casse comunali sono esauste”, afferma senza mezzi termini Possamai, lanciando un appello chiaro affinché lo Stato garantisca un’adeguata copertura per questi oneri, che altrimenti rischierebbero di ricadere sui servizi ai cittadini o di tradursi in un ulteriore indebitamento degli enti territoriali. I lavoratori, che da anni mandano avanti Comuni e Città metropolitane assicurando il funzionamento di servizi essenziali, spesso percependo stipendi inferiori rispetto ad altri comparti del pubblico impiego, vedranno così riconosciuti i propri diritti, con un aumento che, complessivamente entro il 2026, raggiungerà il 9% in busta paga.

L'intesa e le risorse aggiuntive

La pre-intesa del Contratto collettivo nazionale per le funzioni locali, che ha ricevuto il plauso di gran parte delle organizzazioni sindacali, non si limita infatti a sancire gli incrementi retributivi per il triennio passato. La Uil Fpl, con il suo segretario generale per le Marche Marcello Evangelista, sottolinea di aver ottenuto, dopo una trattativa serrata, un fondo aggiuntivo di 100 milioni di euro e, elemento non secondario, l’impegno formale all’anticipo delle risorse necessarie per il successivo triennio contrattuale 2025-2027. Questa prospettiva di continuità, che lega il rinnovo appena siglato a quello futuro, rappresenta una novità significativa, volta a scongiurare il ripetersi di ritardi che hanno spesso caratterizzato le trattative per il pubblico impiego, creando incertezze prolungate tra il personale.

Il quadro per gli statali

Parallelamente, si completa il quadro per i dipendenti delle amministrazioni centrali. La Uil Pa e la Uil hanno infatti apposto la propria firma sul Contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-2024 delle Funzioni centrali, un accordo che interessa circa 225 mila statali impiegati in ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Questo passaggio, sebbene giunto dopo la firma definitiva dell’accordo da parte di altri sindacati avvenuta lo scorso gennaio, è cruciale perché permette al sindacato guidato da Sandro Colombi di sedere ora ai tavoli negoziali per la definizione dei contratti integrativi, strumenti che dettagliano e completano la normativa nazionale con disposizioni specifiche per ogni amministrazione.

La soddisfazione della Cisl Fp

Sulla firma della Uil ha espresso soddisfazione anche la Cisl Fp, attraverso le parole del segretario generale aggiunto Angelo Marinelli. Per il sindacato, sottoscrivere i contratti collettivi alle scadenze previste e “alle migliori condizioni possibili” rimane lo strumento principale per la tutela concreta del potere d’acquisto delle retribuzioni. La condivisione di questo obiettivo da parte di un maggior numero di organizzazioni sindacali è vista come un elemento di rafforzamento della rappresentanza e come un segnale positivo per avviare con maggiore slancio il negoziato per il rinnovo del successivo triennio, quello 2025-2027, per il quale si chiede di aprire il tavolo in tempi rapidi.

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