?Bff riscrive i conti dopo l’intervento di Bankitalia: utile 2025 a 37 milioni, target 2026 tagliati?

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’istituto specializzato nel factoring, che solo un mese fa aveva diffuso risultati preliminari piuttosto confortanti (un utile netto di 70,2 milioni), ha dovuto fare i conti con la realtà imposta dalla Vigilanza.

Il bilancio civilistico del 2025 si è chiuso infatti con un utile netto di soli 37 milioni di euro; una contrazione secca dell'83% rispetto all’anno precedente, dovuta principalmente a una profonda riclassificazione dei crediti voluta da Palazzo Koch e alla conseguente impennata delle attività ponderate per il rischio (le cosiddette Rwa).

I nodi patrimoniali venuti al pettine dopo l’arrivo dei commissari

A fine marzo, come misura preventiva, Bankitalia aveva affiancato al consiglio di amministrazione due commissari – Raffaele Lener e Francesco Fioretto – con il compito di vigilare sulle operazioni in corso e, nei fatti, di guidare la banca verso una gestione più prudente.

Ed è proprio dall’ispezione che ne è seguita che sono emerse le criticità più evidenti: la nuova definizione europea di default ha costretto Bff a riclassificare 1,36 miliardi di crediti in portafoglio, facendo schizzare le Rwa da 5,2 a 6,4 miliardi.

Il colpo ai coefficienti patrimoniali è stato immediato: il Cet1 ratio, sebbene formalmente sopra la soglia minima richiesta (al 9,94% contro un requisito Srep del 9,8%), si è attestato su livelli ritenuti troppo vicini al limite per la tranquillità dei vertici aziendali.

Ancor più grave, però, è la situazione del Total Capital Ratio, fermo al 12,31% – ben al di sotto del parametro minimo del 13,3% imposto dalla Bce; un deficit che lascia pochi margini di manovra e costringe l’istituto a cercare soluzioni rapide per tamponare la falla.

Un piano di conservazione del capitale e la revisione al ribasso delle guidance

Di fronte a questi numeri, l’unica strada percorribile – come spesso accade in questi casi – è stata quella di presentare a Bankitalia un vero e proprio “piano di conservazione del capitale”, che prevede il rafforzamento dei presidi interni e una gestione oculata delle risorse finanziarie.

Le conseguenze, però, non si sono fermate ai bilanci pregressi. Il cda della banca, guidato dall’amministratore delegato Giuseppe Sica, ha dovuto rivedere al ribasso anche gli obiettivi per l’intero 2026: la stima dell’utile netto rettificato è stata abbassata da 160 a una forchetta compresa tra i 115 e i 140 milioni di euro.

Parallelamente, il ritorno sul capitale tangibile (il Rote) è atteso ora tra il 16% e il 20%, contro una precedente previsione del 24%, mentre il rapporto costi/ricavi è destinato a peggiorare, attestandosi tra il 47% e il 52%.

L’effetto sui conti e il difficile equilibrio tra requisiti stringenti

Per capire l’entità della “maxi-pulizia” imposta dalla Vigilanza, basti pensare che i ricavi netti rettificati del 2025 si sono fermati a 678,7 milioni, accettando un calo del 14% su base annua; la contrazione sarebbe stata persino più marcata senza il contributo del dipartimento Factoring, Lending & Credit Management, che da solo ne ha generati 390,7.

In questo quadro di profonda ristrutturazione contabile, la banca ha dovuto anche fare i conti con i parametri Mrel – la capacità di assorbire le perdite in caso di crisi – dove il coefficiente Trea del 22,07% supera il valore regolamentare del 20%, ma risulta ancora inferiore di 123 punti base quando si considerano le riserve aggiuntive da detenere.

I riflessi di questa situazione non hanno tardato a manifestarsi anche sul fronte azionario: il titolo in borsa ha subito una flessione del 5,4%, segno che il mercato ha recepito con preoccupazione la portata degli accantonamenti straordinari e la necessità di rivedere al ribasso le aspettative di redditività per l’anno in corso.

Meta Description: Bff Bank rivede i conti 2025 dopo intervento Bankitalia: utile crolla a 37 milioni. Tagliati target 2026 per deficit patrimoniale.

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