Yemen, raid Usa contro Houthi: soccorritori tra le macerie dopo i bombardamenti
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Redazione Esteri
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Le immagini trasmesse dalla televisione yemenita mostrano un panorama di distruzione nel nord-ovest del Paese, dove i soccorritori, nella notte tra il 15 e il 16 marzo, si sono trovati a lavorare tra le macerie lasciate dai raid aerei statunitensi. Gli attacchi, ordinati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, hanno colpito le aree controllate dai ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, nella provincia di Saada. I video, girati nella completa oscurità, ritraggono mezzi di soccorso intenti a rimuovere detriti e a cercare sopravvissuti, mentre il bilancio provvisorio delle vittime, secondo il Ministero della Sanità yemenita, conta almeno trenta morti e 101 feriti.
Trump, nel dichiarare l’operazione militare, ha utilizzato toni duri, promettendo “una forza letale schiacciante” fino a quando gli Houthi non avrebbero cessato i loro attacchi alle navi nel Mar Rosso. “Il vostro tempo è finito, l’inferno pioverà su di voi”, ha affermato il presidente americano, sottolineando la determinazione a contrastare le milizie filo-iraniane. Questa escalation rappresenta un ulteriore capitolo nella complessa guerra civile yemenita, che dal 2014 vede contrapposti i ribelli Houthi, appoggiati da Teheran, e il governo riconosciuto a livello internazionale, sostenuto da una coalizione guidata dall’Arabia Saudita.
La reazione iraniana non si è fatta attendere. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha condannato gli attacchi definendoli “una flagrante violazione dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”. Baghaei ha sottolineato come l’operazione militare statunitense violi il divieto dell’uso della forza e il rispetto della sovranità nazionale, principi cardine del diritto internazionale. Anche il generale Hossein Salami, comandante dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha reagito con fermezza, dichiarando che l’Iran risponderà a qualsiasi attacco da parte degli Stati Uniti.
La situazione nello Yemen, già segnata da anni di conflitto e da una crisi umanitaria tra le più gravi al mondo, rischia di aggravarsi ulteriormente. Gli attacchi aerei statunitensi, se da un lato rappresentano una risposta diretta alle azioni degli Houthi nel Mar Rosso, dall’altro rischiano di innescare una spirale di violenza che potrebbe coinvolgere attori regionali e internazionali. Le dichiarazioni di Trump e le reazioni iraniane lasciano intravedere un clima di tensione crescente, in cui ogni mossa rischia di avere conseguenze imprevedibili.
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