Tragedia a Rieti, ragazzo di 15 anni morto annegato nel Velino dopo un malore
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Redazione Interno
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Un pomeriggio di sole e un tuffo nel fiume Velino, a Rieti, si sono trasformati in una tragedia che ha sconvolto il centro storico della città. Un ragazzo di soli 15 anni, di origine reatina, ha perso la vita questa mattina, annegando nelle acque del fiume, nel tratto che scorre nei pressi del Ponte Romano. Secondo una prima ricostruzione degli eventi, il giovane si trovava in compagnia della fidanzata e si sarebbe tuffato nella zona conosciuta come la spiaggetta vicino al centro "La Fornace", quando, improvvisamente, avrebbe accusato un malore che gli avrebbe fatto perdere le forze.
La corrente del Velino, in quel punto, si è rivelata fatale: il ragazzo è scomparso alla vista della fidanzata e delle altre persone che si trovavano nelle vicinanze, senza che questi potessero fare nulla per fermare quel tragico epilogo. L'area del Ponte Romano, purtroppo, non è nuova a episodi simili e le acque nascondono insidie che, in passato, si erano già rivelate pericolose. Immediato è scattato l'allarme, con la mobilitazione dei soccorsi che ha coinvolto diverse squadre operative.
L'arrivo dei sommozzatori e il recupero del corpo
Alle 14:35, i sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Teramo sono giunti a Rieti per supportare le operazioni di recupero della salma, atterrando all'aeroporto Ciuffelli con un elicottero del corpo nazionale. Da lì, gli specialisti si sono rapidamente spostati verso il Ponte Romano, l'area esatta in cui il 15enne era scomparso. Secondo le prime rilevazioni effettuate dai sub, il corpo dell'adolescente sarebbe rimasto incastrato tra i ruderi dell'antico ponte, a una profondità di circa quattro metri, rendendo necessario l'intervento tecnico dei palombari per riportarlo a galla.
Le operazioni di recupero, delicate a causa della conformazione del fondale e della presenza dei detriti dell'antica struttura romana, hanno richiesto l'impiego di attrezzature specializzate. Sul luogo della tragedia, infatti, non sono intervenuti solo i vigili del fuoco: la Scientifica e i Carabinieri hanno avviato i rilievi del caso, mentre la Polizia ha provveduto a mettere in sicurezza l'area, isolando il tratto di argine per permettere agli inquirenti di lavorare senza interferenze.
La presenza di molteplici forze dell'ordine testimonia la gravità dell'incidente e la necessità di chiarire ogni aspetto della dinamica.
La ricostruzione della dinamica e i rilievi giudiziari
La procura di Rieti ha aperto un fascicolo per fare luce sulla vicenda e, sebbene l'ipotesi del malore resti al momento la più accreditata, gli investigatori non escludono di acquisire i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona per ricostruire gli istanti precedenti al tuffo. La fidanzata del ragazzo, sotto choc, è stata ascoltata dai Carabinieri per cercare di comprendere se il giovane avesse manifestato segni di malessere prima di lanciarsi in acqua.
La salma è stata affidata ai servizi funebri in attesa che il magistrato di turno disponga l'autopsia, l'unico esame che potrà accertare con certezza se la causa del decesso sia da attribuire a un improvviso arresto cardiaco o a un altro problema di salute insorto mentre il ragazzo era in acqua. L'inchiesta, al momento, procede senza ipotesi di reato specifiche, ma con l'obiettivo di chiarire ogni elemento utile a ricostruire con precisione l'accaduto e a escludere eventuali concause legate allo stato del fondale o a condizioni esterne.




