Droni russi su Odessa: raid notturno lascia la città al buio
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Redazione Esteri
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Un nuovo attacco con droni russi ha colpito Odessa, città portuale dell’Ucraina meridionale, nella notte tra martedì 18 e mercoledì 19 febbraio, provocando danni ingenti e lasciando migliaia di persone senza elettricità, riscaldamento e acqua. Il sindaco Gennadiy Trukhanov, attraverso un messaggio su Telegram, ha confermato che oltre 500 abitazioni, 14 scuole e 13 asili nido sono rimasti privi di corrente, mentre almeno una persona è stata ricoverata in ospedale a causa delle ferite riportate. Le fiamme divampate in seguito alle esplosioni hanno costretto i soccorsi a intervenire tempestivamente, lavorando per ore per spegnere gli incendi e assistere la popolazione colpita.
L’attacco, definito "massiccio" dalle autorità locali, ha preso di mira una zona densamente popolata, amplificando l’impatto sulle infrastrutture civili. Oleg Kiper, capo dell’amministrazione militare regionale, ha esortato i residenti a cercare riparo nei rifugi antiaerei non appena è scattato l’allarme, poco dopo le 22:00 ora locale. Nonostante gli avvertimenti, i danni materiali sono stati significativi, con interi quartieri ridotti al buio e senza servizi essenziali. Le immagini diffuse sui social media mostrano macerie fumanti e strade deserte, mentre i soccorritori cercano di ripristinare almeno in parte la normalità.
Il raid rientra in una strategia militare che, secondo osservatori internazionali, mira a indebolire il morale della popolazione civile e a colpire obiettivi strategici nel sud del Paese. Odessa, crocevia commerciale e culturale, rappresenta un bersaglio simbolico per le forze russe, che negli ultimi mesi hanno intensificato l’uso di droni kamikaze per colpire infrastrutture energetiche e centri urbani. Questo attacco, tuttavia, non sembra aver raggiunto obiettivi militari di rilievo, concentrandosi invece su aree residenziali e servizi pubblici.
Nel frattempo, a livello diplomatico, le tensioni continuano a crescere. Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, intervenuto al termine dei colloqui tra Stati Uniti e Russia a Riad, in Arabia Saudita, ha sottolineato che l’Unione Europea sarà costretta a sedersi al tavolo delle trattative, considerando il ruolo attivo che ha avuto nell’imporre sanzioni alla Russia. Le parole di Rubio riflettono la complessità di uno scenario internazionale in cui le alleanze e le pressioni economiche giocano un ruolo cruciale, senza però offrire soluzioni immediate a una crisi che si protrae ormai da mesi.
Sul fronte interno ucraino, la reazione delle autorità è stata immediata. Trukhanov ha assicurato che i tecnici sono al lavoro per ripristinare i servizi essenziali, ma i tempi di riparazione potrebbero prolungarsi a causa dell’entità dei danni. Intanto, la popolazione, già stremata da mesi di conflitto, si trova ad affrontare un inverno rigido senza riscaldamento, in condizioni che rischiano di peggiorare ulteriormente se gli attacchi dovessero ripetersi.




