Perché i referendum faticano a raggiungere il quorum

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dal 1946 a oggi, gli italiani sono stati chiamati a esprimersi 77 volte su quesiti referendari, ma solo in 39 occasioni la partecipazione ha superato il quorum del 50%+1, rendendo valida la consultazione. Un dato che riflette una tendenza ormai consolidata: l’astensionismo, che spesso trasforma queste votazioni in un banco di prova non solo per le norme in discussione, ma per la stessa tenuta democratica del Paese. L’8 e il 9 giugno 2025 si ripeterà il test con cinque referendum abrogativi – quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza – promossi dalla Cgil, che durante la raccolta firme ha superato i quattro milioni di adesioni.

I primi due quesiti riguardano i licenziamenti. Il primo punta a modificare il contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs Act, chiedendo l’abrogazione di alcune norme per ripristinare il reintegro nei casi di licenziamento illegittimo. Il secondo, invece, interviene sulle piccole imprese con meno di 16 dipendenti, proponendo l’eliminazione del tetto all’indennità di licenziamento previsto dall’articolo 8 della legge n. 604 del 1966. Se vincesse il sì, il risarcimento per i dipendenti ingiustamente licenziati non avrebbe più un limite prefissato, garantendo tutele più ampie.

Gli altri due referendum sul lavoro affrontano il tema della sicurezza negli appalti e dei contratti a termine, mentre il quinto quesito, estraneo alle questioni lavorative, riguarda la cittadinanza. Schede diverse per colore, ma un unico denominatore: la difficoltà di coinvolgere un elettorato sempre più disilluso, che spesso considera queste consultazioni un esercizio distante dalle urgenze quotidiane.

La cronaca nera, d’altronde, ha dimostrato come certi casi di sfruttamento lavorativo – alcuni finiti in tragedia – abbiano riacceso il dibattito sulle tutele, senza però tradursi in una maggiore partecipazione alle urne. Le inchieste giudiziarie degli ultimi anni, del resto, hanno portato alla luce sistemi di precariato estremo, ma la risposta politica è rimasta spesso inefficace.

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