West Nile, a Genova scatta la disinfestazione dopo il primo decesso: tre quartieri coinvolti
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Redazione Salute
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Un uomo di 86 anni, residente a Sestri Ponente, è morto venerdì 9 ottobre al Policlinico San Martino di Genova dopo aver contratto il virus West Nile. Si tratta del primo decesso in città legato alla malattia trasmessa dalle zanzare e del secondo caso autoctono registrato nel capoluogo ligure, cioè contratto sul territorio senza viaggi all'estero. L'uomo, ricoverato da alcuni giorni nel reparto di Rianimazione M3 del Monoblocco diretto da Nicolò Patroniti, è deceduto alle 19.23 dopo un peggioramento del quadro clinico.
La direzione sanitaria dell'ospedale ha confermato che si è trattato di una forma neuro-invasiva, la più grave.
L'ordinanza del Comune e le zone interessate
Dopo la segnalazione del caso da parte di Ats Liguria, il Comune di Genova ha emesso un'ordinanza sindacale d'emergenza disponendo un intervento urgente di disinfestazione straordinaria per abbattere la presenza della zanzara comune, identificata come principale vettore del virus. Il piano prevede un doppio trattamento, antilarvale e adulticida, da eseguire nel raggio di cento metri dai luoghi in cui il paziente ha soggiornato. Le operazioni sono state programmate per lunedì 12 e martedì 13 ottobre in tre quartieri cittadini: Sampierdarena, Sestri Ponente e Voltri.
Gli interventi antilarvali saranno eseguiti durante il giorno da una ditta specializzata, mentre i trattamenti adulticidi sono previsti nella notte tra lunedì e martedì a partire dalle ore 23.
Le indicazioni per i residenti
Nelle vie interessate dai trattamenti, i proprietari e gli utilizzatori di immobili, terreni e attività commerciali dovranno rimuovere ogni focolaio larvale, mantenendo asciutti sottovasi, recipienti e annaffiatoi presenti su cortili, balconi e terrazze. È inoltre richiesto di limitare la frequenza delle innaffiature e di proteggere gli ambienti interni con zanzariere o diffusori di insetticida.
Durante i trattamenti adulticidi notturni sarà necessario tenere chiuse porte e finestre, spegnere gli impianti di ricambio dell'aria, ritirare la biancheria stesa all'esterno e tenere gli animali domestici in casa. Frutta e verdura eventualmente irrorate negli orti potranno essere consumate solo dopo dieci giorni, lavandole e sbucciandole accuratamente.
Il quadro della malattia
Il virus West Nile, isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda nel distretto omonimo, appartiene alla famiglia dei Flaviviridae ed è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare del genere Culex, le cui punture rappresentano il principale mezzo di trasmissione all'uomo. La trasmissione da persona a persona non è documentata. Il periodo di incubazione varia tra due e quattordici giorni, con possibilità di estensione fino a ventuno giorni nei soggetti immunodepressi.
La maggior parte delle persone infette non sviluppa sintomi; circa il 20 per cento dei casi sintomatici presenta manifestazioni leggere come febbre, mal di testa, nausea e eruzioni cutanee. Le forme gravi, che includono encefalite e meningite, si verificano in meno dell'uno per cento delle persone infette e sono più frequenti negli anziani e nei soggetti fragili.
Il commento di Bassetti
Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell'Ospedale San Martino, ha commentato la vicenda sottolineando la necessità di monitorare con attenzione l'infezione. Riguardo alle modalità degli interventi, l'infettivologo ha espresso perplessità sull'efficacia delle disinfestazioni circoscritte, osservando che limitare i trattamenti a un raggio ristretto dai luoghi di residenza del paziente appare insufficiente in una città dove gli spostamenti quotidiani sono frequenti.
Secondo Bassetti sarebbero da valutare interventi più estesi prima della stagione calda, accompagnati da una maggiore informazione rivolta alla popolazione sui comportamenti da adottare per ridurre il rischio di punture.
Il quadro nazionale
Il decesso genovese si inserisce in un quadro di circolazione del virus che nel 2026 ha interessato numerose province italiane. Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, al 19 agosto risultavano segnalati 312 casi confermati di infezione nell'uomo, di cui 156 nella forma neuro-invasiva, con 13 decessi e una letalità del 7,7 per cento calcolata sulle forme neuro-invasive. Le province con dimostrata circolazione del virus erano salite a 60, distribuite in 16 regioni, tra cui la Liguria.
Non esiste un vaccino specifico né una terapia mirata contro il virus: la prevenzione si basa sulla riduzione dell'esposizione alle punture di zanzara e sull'eliminazione dei ristagni d'acqua dove gli insetti proliferano.
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