Il Consiglio dei ministri vara il DPB 2027, le misure restano in bilico tra coperture e vincoli Ue

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei ministri, riunito a Palazzo Chigi il 13 ottobre 2026 sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha dato il via libera al Documento programmatico di bilancio 2027. Su proposta del ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, il testo conferma gli obiettivi di finanza pubblica già indicati nel Documento programmatico di finanza pubblica approvato dal Parlamento e delinea il perimetro entro cui si muoverà la prossima legge di Bilancio.

La programmazione, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, resta coerente con i vincoli europei, mentre le misure fiscali e gli interventi a sostegno di famiglie e imprese sono ancora in fase di definizione.

Il quadro che emerge dal documento è segnato da margini di manovra limitati.

Il percorso di crescita della spesa netta, comprensivo degli spazi collegati alla clausola di salvaguardia nazionale per difesa ed energia, è fissato al 3,3% per il 2027, all’1,7% per il 2028 e allo 0,2% per il 2029; al netto delle risorse derivanti dalla clausola, la crescita scende rispettivamente all’1,9%, all’1,7% e all’1,5%. Il ricorso alla clausola consentirebbe uno scostamento complessivo di 28,8 miliardi di euro nel biennio 2027-2028, pari a circa 14,4 miliardi annui, destinati a interventi per energia e difesa.

L’effettivo utilizzo di queste risorse dipenderà però dal completamento della procedura europea e dalla definizione delle spese ammissibili.

Il nodo delle coperture e le ipotesi fiscali

La disponibilità di risorse ordinarie rimane il principale vincolo per la costruzione della manovra. Il Governo deve reperire coperture stimate intorno ai 7-8 miliardi di euro, necessarie per finanziare gli interventi in cantiere. Tra le ipotesi figurano contributi da banche, assicurazioni e imprese energetiche, con l’obiettivo di raccogliere almeno 5 miliardi attraverso accordi con i settori interessati; un ulteriore miliardo potrebbe arrivare dal comparto dei giochi.

La scarsità delle risorse impone una selezione degli interventi, con possibili ridimensionamenti delle agevolazioni fiscali inizialmente previste.

Sul fronte fiscale, tra le principali misure in discussione figura l’estensione del taglio Irpef al ceto medio, attraverso l’applicazione dell’aliquota del 33% ai redditi fino a 60.000 euro, anziché 50.000 euro. L’intervento avrebbe un costo stimato di circa 2,6 miliardi e interesserebbe tre milioni di contribuenti. In alternativa, il Governo valuta l’ampliamento del regime forfettario per le partite Iva, innalzando da 85.000 a 100.000 euro la soglia di ricavi e compensi per accedere alla flat tax del 15%.

Restano inoltre allo studio la cedolare secca sulle locazioni di immobili commerciali, l’ipotesi di abolizione strutturale del bollo auto per determinate categorie di veicoli e la detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi e i pensionati, subordinata alla disponibilità delle risorse.

Incentivi alle imprese e tempi della manovra

Per sostenere gli investimenti produttivi, il Governo valuta un rafforzamento dell’iperammortamento, con particolare attenzione agli interventi destinati a ridurre i costi energetici e migliorare l’efficienza aziendale. L’agevolazione potrebbe essere estesa anche agli investimenti in software e servizi cloud, favorendo la digitalizzazione delle imprese. Il quadro delle misure resta però subordinato alla conclusione del negoziato con Bruxelles sull’applicazione della clausola di salvaguardia.

Il disegno di legge di Bilancio, atteso inizialmente entro il 20 ottobre, potrebbe slittare di qualche giorno proprio in attesa dell’esito del confronto europeo.

Le altre decisioni del Consiglio dei ministri

La riunione del 13 ottobre non si è limitata all’approvazione del DPB. Il Consiglio dei ministri ha adottato un pacchetto di provvedimenti che spaziano dall’ex ILVA ai Campi Flegrei, dalla sicurezza stradale all’autonomia differenziata. Per quanto riguarda l’ex ILVA, è stato approvato un decreto legge che introduce misure urgenti a sostegno dei lavoratori e dell’indotto, con integrazioni al reddito dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027, il rafforzamento della cassa integrazione straordinaria per i dipendenti di Acciaierie d’Italia e incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato.

Il provvedimento autorizza inoltre i commissari straordinari a mantenere in condizioni di riscaldo gli impianti dell’area fusoria fino alla pubblicazione della motivazione della pronuncia della Corte di cassazione, e comunque non oltre il 15 dicembre 2026.

Sui Campi Flegrei, l’esecutivo ha varato un piano speciale con un fondo pluriennale di un miliardo di euro distribuito in dieci anni e una governance unica affidata al presidente della Regione Campania, Roberto Fico. Il piano prevede l’adeguamento sismico degli edifici con il 70% dei costi a carico dello Stato, quota che sale al 100% per chi dichiara un reddito non superiore a 28.000 euro.

Sono inoltre previste la sospensione dei tributi e dei contributi dal 31 luglio al 30 novembre 2026, la sospensione dei mutui fino al 31 dicembre 2027 e la proroga di due anni dei contratti di locazione per le famiglie con reddito inferiore a 28.000 euro.

Il Consiglio dei ministri ha infine approvato in esame preliminare il decreto legislativo che introduce il nuovo Codice della strada, destinato a sostituire il testo del 1992. La riforma prevede una generale diminuzione delle sanzioni, con i minimi edittali più comuni di 26 e 42 euro che scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, e le sanzioni di 83 e 87 euro ridotte a 80 euro.

Il termine per la notifica dei verbali accertati a distanza scende da 90 a 45 giorni, mentre l’obbligo di portare con sé patente e libretto viene superato grazie alla verifica telematica dei documenti. Per i motociclisti è previsto l’utilizzo della corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti, e per i cicli a propulsione scatta l’obbligo di casco e contrassegno.

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