Il Consiglio dei ministri stanzia fondi per il dopo-ciclone e vara il decreto bollette

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La riunione del Consiglio dei ministri, tenutasi mercoledì 18 febbraio, ha prodotto un pacchetto di interventi che spazia dalla mitigazione del caro-energia al sostegno per i territori messi in ginocchio dagli eventi meteorologici delle scorse settimane. Tre i decreti principali licenziati da Palazzo Chigi, i quali toccano rispettivamente il costo delle bollette, l'emergenza maltempo che ha colpito il Sud e, in maniera specifica, la situazione della cittadina di Niscemi, dove una frana sta mettendo a dura prova la tenuta del territorio e la vita quotidiana dei residenti.

Il dl Energia e il sostegno a famiglie e imprese

Un provvedimento so, tecnicamente definito come decreto-legge recante “Misure urgenti per la riduzione del costo dell'energia elettrica e del gas”, è stato varato con l'obiettivo dichiarato di abbassare l'importo delle utenze. Il testo, che ha ricevuto il via libera dell'esecutivo, punta a fornire un sollievo immediato a due categorie ritenute particolarmente esposte alla volatilità dei prezzi energetici: ci riferiamo, da un lato, alle famiglie in condizioni di fragilità economica e, dall'altro, al tessuto produttivo composto da imprese di piccola e media dimensione. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto a margine dei lavori, ha quantificato la platea dei beneficiari in oltre quattro milioni di aziende e circa due milioni e settecentomila nuclei familiari -6. Nel dettaglio, il decreto introduce misure che spaziano dalla promozione dei contratti a lungo termine per l'approvvigionamento energetico alla riduzione del cosiddetto spread tra il mercato all'ingrosso italiano e quello europeo, un meccanismo, quest'ultimo, che negli anni ha spesso gravato sulla competitività nazionale. Si tratta, come hanno sottolineato esponenti della maggioranza, di un intervento che cerca di coniugare l'emergenza contingente con alcune correzioni di carattere più strutturale per il sistema, toccando anche i temi della decarbonizzazione e dell'integrazione delle fonti rinnovabili.

La risposta al dissesto idrogeologico: il decreto Niscemi

Parallelamente alle misure energetiche, il Cdm ha concentrato la propria attenzione sulle ferite inferte al territorio siciliano, e non solo, dal maltempo e da un dissesto idrogeologico che continua a manifestarsi con violenza. Un decreto ad hoc è stato dedicato alla frana che dal 25 gennaio scorso sta sconvolgendo Niscemi, nel Nisseno, dove uno smottamento di vaste proporzioni ha reso inagibili numerose abitazioni, costringendo allo sfollamento centinaia di famiglie. Lo stanziamento aggiuntivo di 150 milioni di euro, già preannunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante una sua recente visita nel comune siciliano -3, rappresenta il tentativo di fornire una base finanziaria solida per avviare concretamente la fase della messa in sicurezza e, successivamente, della ricostruzione.

Non meno rilevante è l’attenzione riservata al più ampio scenario post-ciclone Harry, l’ondata di maltempo che a fine gennaio si è abbattuta su Calabria, Sicilia e Sardegna causando danni stimati in diversi miliardi di euro. Oltre ai primi cento milioni già stanziati per fronteggiare le emergenze più immediate, il governo ha ora destinato risorse consistenti – si parla di oltre un miliardo complessivo – per i tre territori insulari e calabresi. Una parte di questi fondi, come reso noto dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè, pari a cinque milioni di euro, sarà impiegata per campagne promozionali mirate. L’obiettivo, ha spiegato la ministra, è quello di contrastare l’immagine di un Mezzogiorno completamente devastato, veicolata da alcune cronache internazionali, e di rilanciare l’attrattività turistica di queste regioni, evitando che al danno materiale si aggiunga quello economico dovuto al calo di presenze.

Le reazioni dei territori colpiti

Dalle regioni interessate dai provvedimenti sono giunte parole di apprezzamento per la tempestività e la concretezza dimostrate dall'esecutivo. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha parlato di un segnale tangibile di attenzione verso popolazioni che stanno affrontando una fase complessa con grande senso di responsabilità. Analogo il commento del governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, il quale ha sottolineato come lo stanziamento di oltre un miliardo di euro rappresenti un sostegno reale per cittadini e imprese duramente provati dalla furia del ciclone, consentendo finalmente di impostare un percorso serio non solo per il ristoro dei danni subiti ma anche per la ripartenza economica delle aree colpite. L'attenzione, in questa prima fase, rimane dunque focalizzata sulla gestione dei fondi e sulla loro rapida e efficiente canalizzazione verso i soggetti e i comuni che si trovano a dover fare i conti con le macerie e con la paura lasciate dal maltempo e dalla frana.

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