Il diavolo veste Prada 2, il tour promozionale tra rosso, nero e bianco (e qualche rischio di monotonia)
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Manca ormai poco più di un mese all’arrivo nelle sale italiane de Il diavolo veste Prada 2 – il countdown, per la precisione, scadrà il primo maggio – e intanto il tour promozionale globale sta offrendo al pubblico un assaggio visivo di quella che sembra essere una scelta estetica ferrea. Le protagoniste Meryl Streep e Anne Hathaway, infatti, sono già state avvistate a Città del Messico, Seul e Tokyo; e in ogni tappa, invariabilmente, i loro look hanno rispettato una palette rigidamente confinata al rosso, al bianco e al nero. Una decisione, quest’ultima, che ricalca i colori ufficiali del sequel e che, a giudicare dalle immagini diffuse finora, rischia di rendere l’intera operazione un filino impostata, forse persino ripetitiva.
Vent’anni dopo, il ritorno dell’ironia tagliente e dell’haute couture
A distanza di esattamente due decenni dall’esordio del cult diretto da David Frankel, il secondo capitolo si prepara a riportare sul grande schermo non solo Meryl Streep ma anche Emily Blunt e Stanley Tucci. Lo scopo, è facile intuirlo, è aggiornare il racconto sull’editoria della moda a un’epoca profondamente diversa da quella del film originale. Tra ironia tagliente e colpi bassi – a volte, va detto, bassissimi – la narrazione promette di intrecciarsi ancora una volta con l’haute couture, sebbene le prime uscite pubbliche delle attrici suggeriscano una certa rigidità di fondo: quella di un’immagine studiata al millimetro, dove l’effetto sorpresa sembra soccombere all’esigenza di coerenza cromatica.
Lady Gaga e Doechii firmano la colonna sonora: il singolo “Runway”
Non è solo il guardaroba, però, a tenere banco. L’incontro tra il mondo del cinema e quello del pop ha generato quello che molti definiscono già un sodalizio artistico di rara intensità: il singolo *Runway*, uscito oggi, non rappresenta semplicemente il nuovo pezzo di Lady Gaga, bensì il cuore pulsante della colonna sonora di questo sequel tanto atteso. Nella traccia, Gaga non è sola. Ad accompagnarla in una sorta di sfilata immaginaria troviamo Doechii, rapper dalla verve tagliente; insieme, le due artiste costruiscono un ponte ideale (per ora solo idealmente, visto che il videoclip musicale non è ancora stato pubblicato) tra il glamour teatrale della cantautrice e l’energia più cruda e urbana della collega. Un’operazione, questa, che fonde due universi sonori e visivi senza però, al momento, offrire al pubblico la controparte iconografica.
Vogue America, Anna Wintour e Miranda Priestly: una copertina che non lascia spazio ai dubbi
Nel frattempo, a riprova dell’enorme macchina mediatica che ruota attorno al film, *Vogue America* ha pubblicato la sua nuova cover. A posare per il servizio fotografico troviamo Anna Wintour – nei panni di se stessa, icona vivente del giornalismo di moda – e Meryl Streep, invece, in quelli di Miranda Priestly. Un accostamento, questo, che trasforma la realtà e la finzione in un unico narrativo, quasi a suggerire che i confini tra chi ha ispirato il personaggio e chi lo interpreta siano ormai del tutto sfumati. D’altronde, come qualcuno ha osservato, c’è chi aspetta *Il diavolo veste Prada 2* e chi mente. Sono mesi, infatti – o almeno da quella sfilata di Dolce & Gabbana che aveva regalato un cameo proprio a Streep e a Stanley Tucci nei panni di Nigel Kipling – che l’attenzione attorno a questo secondo capitolo si è trasformata in una lunga, ininterrotta attesa.




