Contributi INPS 2026 per artigiani e commercianti: regole, aliquote e scadenze
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Redazione Economia
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L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, che con la Circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 ha dettagliato gli obblighi per l’anno in corso, conferma un quadro contributivo sostanzialmente stabile per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali. Artigiani ed esercenti di attività commerciali, ai quali si applica una disciplina specifica e separata rispetto ad altre categorie di partite IVA, dovranno quindi orientarsi secondo parametri noti, sebbene gli importi delle quote minime siano stati adeguati.
Aliquota e base di calcolo confermate
L’aliquota contributiva per il finanziamento delle gestioni pensionistiche resta fissata, senza variazioni, al 24% del reddito di riferimento, una percentuale che si applica sia ai titolari d’impresa che agli eventuali collaboratori, i quali spesso lavorano in contesti di piccole dimensioni a gestione familiare. Il calcolo dei versamenti, che costituiscono il pilastro della futura pensione, parte da una base minima definita annualmente dall’Istituto: per il 2026 il reddito minimo annuo da considerare è stato individuato in 18.000 euro, una cifra che determina di conseguenza l’importo minimo in assoluto dovuto, indipendentemente dai ricavi effettivamente realizzati nell’esercizio.
Il contributo minimo e le agevolazioni per gli over 65
Proprio in relazione a quel reddito minimo, che funge da presupposto imponibile, è possibile stabilire la quota di base: applicando l’aliquota del 24% a 18.000 euro, si ottiene un contributo minimo annuo di 4.320 euro, una somma che gli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti sono tenuti a versare anche nel caso in cui gli utili dell’attività siano inferiori o addirittura nulli. Permangono, d’altro canto, significative agevolazioni per una fascia specifica di contribuenti: gli artigiani e i commercianti over 65, i quali siano già titolari di una pensione diretta erogata dall’INPS, continueranno a beneficiare anche nel 2026 della riduzione del 50% dei contributi ordinariamente dovuti, un beneficio frutto di una precisa norma di legge che ne allevia l’onere pur consentendo loro di proseguire l’attività.
Scadenze e quadro d’insieme
Le modalità e le scadenze per l’adempimento, che non subiscono modifiche strutturali, rimandano al consueto calendario rateale, con scadenze fisse durante l’anno per il pagamento degli acconti e il successivo conguaglio. Il sistema, nel suo complesso, si dimostra quindi improntato a una certa continuità, mantenendo inalterate le principali aliquote e confermando sia il regime forfetario per alcune tipologie di contribuenti che le riduzioni già vigenti. L’aggiornamento degli importi minimi, se da un lato rappresenta un adeguamento tecnico, dall’altro non introduce elementi di novità tali da stravolgere la pianificazione finanziaria di piccoli studi e botteghe, che possono contare su un quadro normativo consolidato.




