Assisi, in 18mila per la prima venerazione delle spoglie di San Francesco
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Redazione Interno
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Un silenzio denso, rotto soltanto dal passo lento dei pellegrini, ha avvolto domenica 22 febbraio la Basilica Inferiore di Assisi, dove per la prima volta nella storia contemporanea sono state esposte alla pubblica venerazione le spoglie mortali di San Francesco. Già dalle cinque del mattino, mentre la città dormiva ancora, i primi fedeli avevano cominciato a mettersi in coda, un flusso incessante che ha portato a circa 18mila presenze in questa giornata d’esordio -3. La teca di vetro, collocata davanti all’altare e protetta da vetri antisfondamento, custodisce ciò che resta del Corpo del Poverello d’Assisi: ossa consumate, come ha spiegato fra Giulio Cesareo, direttore dell’ufficio comunicazioni del Sacro Convento, dal logorante cammino dell’amore e della donazione di sé, un corpo che Francesco non risparmiò mai -6-10.
L’emozione, nell’avvicinarsi a quei resti mortali, è app apparsa subito altissima. “I fedeli sentono vicina la presenza di Francesco”, ha raccontato fra Giulio Cesareo all’Ansa, descrivendo l’atmosfera che si respira all’interno della Basilica -3. Il percorso di avvicinamento alla teca è stato studiato nei minimi dettagli per garantire la sicurezza e insieme il raccoglimento: ingressi scaglionati, controlli con metal detector e un’apposita area di accoglienza, il tutto per permettere a ogni singolo visitatore, pur nella brevità del tempo a disposizione, di vivere un momento di autentica preghiera o di contemplazione silenziosa -3. Qualcuno, davanti al Santo, ha fatto il segno della croce, qualcun altro ha stretto le mani in preghiera o ha semplicemente sostato in un raccoglimento che le parole non potrebbero descrivere.
Un evento che trasforma Assisi in un crocevia mondiale di fede
L’ostensione, che si protrarrà fino al 22 marzo, si inserisce nel quadro più ampio delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, avvenuta nel 1226. Un anniversario che ha spinto i frati del Sacro Convento a compiere un gesto senza precedenti in epoca moderna: estrarre i resti dal sepolcro di pietra nella cripta, dove sono custoditi ordinariamente, e offrirli allo sguardo e alla preghiera dei pellegrini -4. Nella sola giornata inaugurale, oltre ai tanti italiani, non sono mancati gruppi di stranieri, attratti dalla figura universale di un santo che continua a parlare al cuore di credenti e non credenti, di ogni latitudine e cultura -3. Le prenotazioni complessive per l’intero mese, come emerso nei giorni scorsi, hanno già superato le 400mila unità, un dato che conferma la portata globale di questo evento -4-7.
Parallelamente all’afflusso dei fedeli, nella Basilica Superiore si è tenuta la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Ángel Fernández Artime, legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi, alla quale hanno preso parte autorità civili e religiose -3. La complessa macchina organizzativa, che vede impegnati 416 volontari, è stata messa a punto per gestire un flusso di visitatori che trasformerà Assisi, per un mese intero, in un centro mondiale di spiritualità -7-8. L’accesso, va ricordato, è gratuito ma richiede la prenotazione obbligatoria attraverso il portale web dedicato, un accorgimento necessario per evitare assembramenti e garantire a tutti un’esperienza dignitosa e raccolta -7.
Le ossa consumate di un uomo che non si è risparmiato
Guardare quelle ossa, come hanno potuto constatare i giornalisti in un’anteprima riservata nei giorni precedenti l’apertura al pubblico, significa fare i conti con la radicalità evangelica di Francesco. Il cranio, in particolare, appare segnato e rovinato non soltanto dall’inevitabile usura di otto secoli, ma anche, probabilmente, dalle diverse riesumazioni subite nel corso della storia -6-10. Eppure, è proprio in quella fragilità, in quel così piccolo e ormai ridotto all’essenziale, che i pellegrini dicono di percepire la forza di un messaggio intatto. “Una signora – ha confidato fra Giulio Cesareo – mi ha affidato la preghiera per sua madre, che sarà sottoposta a un’operazione. In questi gesti si sente la forza di Francesco e la sua vicinanza” -3.
La scelta di esporre le spoglie, del resto, non è soltanto un atto devozionale ma vuole essere un invito a riflettere sul senso della vita e della donazione. Come hanno spiegato i frati del Sacro Convento, l’immagine evangelica che fa da sfondo a questo mese è quella del chicco di grano che, morendo, porta frutto. E Francesco, che scelse di spogliarsi di ogni bene e di abbracciare la povertà, è stato nella storia proprio quel seme fecondo -8. Il suo, che oggi si mostra nella sua nuda essenza di ossa, diventa così il testimone silenzioso di un’esistenza spesa senza riserve, un invito, per chi lo guarda, a non avere paura di donarsi a propria volta. Per tutto il mese, Assisi vivrà di questa straordinaria intensità, fatta di lunghe file ordinate, di sguardi che si posano su un'antica tomba e di preghiere sussurrate in tutte le lingue del mondo.




