Larissa Iapichino oro europeo a Birmingham, la 4x400 maschile fa sognare e Benati mantiene la scommessa
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Redazione Sport
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C'è un filo sottile che lega il presente al passato, le aspirazioni di una figlia ai risultati di una madre che, peraltro, in quella stessa competizione non era mai riuscita a salire sul gradino più alto del podio. Larissa Iapichino, nata a Borgo San Lorenzo e cresciuta nel solco di una tradizione familiare di altissimo livello, ha infranto quel limite con un salto di 7,00 metri che le è valso la medaglia d'oro nel salto in lungo agli Europei di atletica leggera di Birmingham.
Un'impresa che assume un sapore particolare se si considera che Fiona May, la madre, nei campionati continentali si era dovuta accontentare di un argento e di un bronzo, senza mai riuscire a centrare quel bersaglio che invece la figlia ha colpito con una freddezza esecutiva notevole.
La gara e l'azzardo vincente di Iapichino
La gara di Larissa Iapichino non ha lasciato spazio a interpretazioni o a ripensamenti, perché il salto da sette metri è arrivato subito, aprendo la competizione e mettendo immediatamente un solco tra la sua prestazione e quelle delle avversarie. Le rivali hanno provato a colmare il gap, ma l'unica a riuscirci in parte è stata l'inglese Jazmin Sawyers, che ha sfiorato il traguardo della campionessa italiana fermandosi a un solo centimetro di distanza, con 6,99.
Un margine così esiguo, nella disciplina del salto in lungo, che trasforma il podio in una questione di dettagli, di un piede piazzato un attimo prima o dopo il punto giusto, e che ha consegnato a Iapichino un titolo che vale più di tante altre vittorie.
La delusione della staffetta e la rinascita di Birmingham
Mentre l'atleta mugellana festeggiava il suo personale trionfo, un'altra storia, quella della staffetta 4x400 maschile, raccontava di un riscatto che parte da lontano, da un'insidia che sembrava aver chiuso le porte a un'intera stagione. Il 3 aprile, a Catania, quella stessa formazione aveva fallito l'ultimo disperato tentativo di guadagnarsi un posto tra le 24 Nazionali ammesse alle World Relays di Gaborone, in Botswana, un appuntamento cruciale per la qualificazione ai Mondiali di Pechino 2027.
Per centrare l'obiettivo sarebbe stato necessario correre in 3'03"07, ma un quartetto largamente rimaneggiato, con il solo Lorenzo Benati tra i componenti della formazione che poi avrebbe trionfato a Birmingham, non andò oltre il 3'04"68. In palio c'erano 12 pass diretti per la rassegna iridata (su 16 totali) e, alla fine, in Africa per quella specialità si sono qualificati 9 Paesi europei, ma non l'Italia, che ha dovuto digerire l'amarezza di un'occasione mancata.
Le parole di Iapichino e la stagione che non finisce
«È stato sicuramente un bellissimo anno: il record italiano, il titolo europeo outdoor, che va un po' a completare i successi a livello continentale. Sogni ce ne sono tantissimi. Diciamo che, da qui a due anni, ci sono tantissime altre tappe importanti: i Mondiali, altri due Europei e un'Olimpiade. Sicuramente vorrei farmi trovare pronta anche in quelle situazioni.
Però, in questo momento mi concentro e sto cercando di recuperare le energie, perché la stagione non è ancora finita e ho altre due tappe molto importanti: la finale di Diamond League del 5 settembre a Bruxelles e poi la novità che hanno introdotto nel nostro calendario, che è appunto l'Ultimate Championship, che si terrà, nel mio caso, l'11 settembre»: con queste parole, raccolte al termine della gara, Larissa Iapichino ha aperto uno spiraglio su un futuro già fitto di impegni e di ambizioni, senza nascondere la fatica di una stagione che ancora non si è chiusa.
La medaglia d'oro, insomma, non rappresenta un punto d'arrivo ma una tappa, un gradino su cui sostare appena il tempo di riprendere fiato prima di ripartire alla volta di Bruxelles, dove l'asticella si alzerà ancora una volta.
Benati, la scommessa e il taglio dei capelli
C'è poi un altro volto, quello di Lorenzo Benati, che ha deciso di aggiungere un tocco di leggerezza e di ironia a una vittoria che resterà comunque nella storia dell'atletica italiana. Prima della finale della 4x400, Benati aveva fatto una promessa al compagno di squadra Sibilio: in caso di successo, si sarebbe rasato a zero i lunghi capelli biondi.
Parola data, parola mantenuta, perché subito dopo aver vinto, insieme a Scotti, Sito e Soudassi, la staffetta, Benati si è presentato con la testa rasata, onorando un impegno che aveva già anticipato alla Rai prima ancora della gara: «Ho fatto una scommessa con Sibilio, se avessimo vinto avrei dovuto tagliare i capelli a zero, penso proprio che nella prossima gara mi vedrete pelato». Un gesto che non toglie nulla alla serietà dell'impresa, ma che restituisce l'immagine di un gruppo affiatato, capace di trasformare anche un semplice patto tra amici in un ulteriore motivo di coesione.
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