Bissau, la farsa elettorale e la pressione regionale per uscire dal golpe
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Redazione Esteri
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Il voto, che si era svolto in un clima di apparente normalità, con seggi allestiti all'aperto e uno spoglio pubblico, descritto da alcuni osservatori come un "evento collettivo" di rara trasparenza, si è trasformato in brevissimo tempo nel pretesto per un nuovo, brusco sussulto autoritario. Quel che è accaduto dopo la chiusura delle urne, infatti, ha mostrato il volto di un paese ancora prigioniero delle sue convulsioni. Il passaggio cruciale, quello del conteggio centralizzato dei voti presso la Commissione elettorale nazionale, è stato il momento in cui l'intero processo si è inceppato, aprendo una falla attraverso cui i militari sono tornati a farsi protagonisti, imponendo di fatto l'occultamento dei risultati e interrompendo la fragile transizione.
La risposta dell'Ecowas e il ruolo della Nigeria
Di fronte a questo ennesimo strappo, la Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale ha organizzato una missione di alto livello a Bissau, durante la quale i leader regionali hanno incontrato i capi della giunta. L'obiettivo, come riferito da fonti presenti, è stato quello di esercitare una pressione diretta affinché venga ripristinato senza indugi l'ordine costituzionale e si consentano la pubblicazione e il rispetto degli esiti elettorali. L'intervento, che rappresenta il tentativo più concreto del blocco regionale di arginare l'ondata di colpi di stato che ha interessato l'area, si è scontrato con la realtà di un paese storicamente instabile, dove le dinamiche di potere interne sono spesso opache e influenzate da traffici illeciti.
Abuja si muove come garante
In questo quadro, un'iniziativa particolarmente significativa è arrivata dalla Nigeria, che ha scelto di offrire protezione e asilo al principale candidato dell'opposizione, Fernando Dias da Costa. La mossa, che va ben oltre un gesto di solidarietà, segnala la volontà di Abuja di assumere un ruolo di garante attivo nella crisi, posizionandosi come potenza di riferimento all'interno dell'Ecowas. Accogliendo Dias da Costa nella propria sede diplomatica, la Nigeria ha inviato un messaggio inequivocabile ai militari, indicando che non intende rimanere a guardare mentre un altro paese membro scivola nel caos. Si tratta di una presa di posizione che riflette anche le crescenti preoccupazioni per la sicurezza collettiva della regione.
Un paese in bilico tra narcotraffico e instabilità
La situazione in Guinea-Bissau rimane dunque estremamente fluida, con la giunta militare che controlla le leve del potere mentre la pressione internazionale cresce. Le radici dell'instabilità cronica del paese, del resto, affondano anche nel radicamento di reti criminali transnazionali, che per anni hanno sfruttato il vuoto istituzionale. La missione dell'Ecowas, seppur importante, dovrà fare i conti con questa complessa eredità, cercando di trovare una mediazione che eviti un ulteriore inasprimento della crisi e restituisca, almeno formalmente, la parola agli elettori, i cui voti giacciono ancora in un limbo di cui non si intravede la fine.




