I Pistons continuano a imporsi, Minnesota affonda i Warriors, Embiid mostra i suoi trascorsi
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Redazione Sport
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Mentre il torneo in corso a Las Vegas toglie alcune compagini dal consueto calendario, altre squadre hanno ripreso il cammino in quella che si prospetta come una regular season dall’equilibrio precario. Tra queste, i Detroit Pistons, che confermano il loro passo da dominatori della Eastern Conference infliggendo una netta sconfitta agli Atlanta Hawks per 142 a 115. Una vittoria corale, costruita sulle prestazioni di otto giocatori diversi, ciascuno dei quali è riuscito a mettere a referto almeno dieci punti, dimostrando una profondità di roster che pochi avversari al momento sembrano in grado di contrastare. Dall’altra parte, nonostante il passaggio a vuoto, spicca l’ennesima prova di Jalen Johnson, autore della sua quinta tripla doppia in stagione – la terza consecutiva – con 19 punti, 11 rimbalzi e 12 assist, numeri che però non sono bastati a tenere in piedi il confronto.
Embiid ritrova se stesso, Philadelphia ringrazia
Approfittando di una pausa di cinque giorni e della necessità di sopperire all’assenza di Tyrese Maxey, Joel Embiid ha offerto ai Philadelphia 76ers una versione di sé che mancava da quasi due anni. Contro gli Indiana Pacers, il centro ha sfoggiato un repertorio “vintage”, imponendosi in maniera schiacciante sotto canestro e trascinando la sua squadra al successo. In poco meno di trentadue minuti ha firmato 39 punti, frutto di 12 su 23 dal campo e di 13 su 18 dalla linea del libero, a cui ha aggiunto nove rimbalzi e tre assist, in una dimostrazione di forza che riaccende le speranze di una franchigia il cui destino è strettamente legato alla sua condizione fisica e alla sua leadership.
Il ritorno di Curry non basta, DiVincenzo regala la vittoria ai Timberwolves
L’attesa per il rientro in campo di Steph Curry, assente per cinque partite, è stata vanificata da un finale di partita tutto in favore dei Minnesota Timberwolves. In un match equilibratissimo, caratterizzato da ventisette cambi di leadership nel punteggio e dall’assenza, per i Warriors, di Draymond Green e per i T’Wolves di Anthony Edwards, a risultare decisiva è stata una tripla di Donte DiVincenzo a ventotto secondi dalla sirena. I suoi 21 punti, insieme ai 27 di Randle e ai 24 punti e 14 rimbalzi di Gobert, hanno permesso ai visitatori di resistere allo strepitoso ritorno di Curry, il quale, nonostante i 39 punti, 5 rimbalzi e 5 assist, non è riuscito a evitare la sconfitta della sua squadra, subendo anche il sorpasso in una classifica speciale.
Le altre serate: Mitchell da 48 punti e Cleveland che non molla
Altrove, la notte è stata segnata da altre prestazioni individuali di altissimo livello. Donovan Mitchell ha letteralmente preso in carico i Cleveland Cavaliers, trascinandoli a una rimonta contro i Washington Wizards grazie a un monumentale personale di 48 punti, in una di quelle prove che possono cambiare il corso di una partita e forse di una stagione. Episodi che, insieme al consolidamento del primato di Detroit e al ritorno al passato di Embiid, disegnano un quadro competitivo dove il margine tra vittoria e sconfitta è spesso dettato dal genio di un singolo, capace talvolta di sovvertire qualsiasi previsione o pronostico.




