Referendum, affluenza bassa a Bergamo e in Campania: il quorum sembra lontano
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Redazione Interno
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A Bergamo, dove 843.691 elettori sono chiamati a esprimersi sui referendum, l’affluenza alle 19 si è attestata intorno al 17%, un dato che, seppur in crescita rispetto al 7% registrato a mezzogiorno, lascia presagire un mancato raggiungimento del quorum. Le 977 sezioni, di cui nove allestite negli ospedali, hanno visto una partecipazione contenuta fin dalle prime ore, nonostante la possibilità di votare fino alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì.
Anche in Campania la mobilitazione è stata debole: alle 12, solo il 5,85% degli aventi diritto si era recato alle urne, con punte del 6,47% nella provincia di Napoli. Qui, alcuni comuni come Portici, Pomigliano d’Arco e San Giorgio a Cremano hanno superato il 9%, mentre nel capoluogo l’affluenza si è fermata al 7,51%. Differenze minime si notano per il quesito sulla tutela dei contratti a termine, che ha registrato un 5,96%.
L’ipotesi che i referendum potessero raggiungere il quorum era considerata improbabile già prima del voto, tanto che pochi si aspettavano una partecipazione massiccia. Del resto, alle ultime europee – che pure coinvolgevano direttamente la rappresentanza italiana in Ue – più della metà degli elettori aveva disertato i seggi. Stavolta, nonostante gli sforzi della Cgil e l’alleanza tra sinistra e Movimento Cinque Stelle intorno a un’agenda comune di stampo sociale, la risposta delle urne sembra confermare una tendenza ormai consolidata: l’astensionismo prevale sulla volontà di incidere attraverso lo strumento referendario.




