Bannon attacca l'Italia sulla sicurezza olimpica, mentre a Roma naufraga un incontro di gruppi estremisti
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Redazione Interno
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Steve Bannon, stratega del presidente americano Donald Trump, ha scagliato accuse pesantissime contro il governo italiano, utilizzando un linguaggio esplicito e senza mezzi termini. La sua collera, espressa in un'intervista, nasce dalle perplessità italiane circa un possibile ridimensionamento del ruolo delle agenzie di sicurezza statunitensi, in particolare l'Homeland Security Investigations (Hsi), in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina. Bannon, il cui peso nell'attuale amministrazione Usa resta significativo, ha bollato come un affronto qualsiasi tentativo di limitare l'operato americano, arrivando a sostenere, in modo perentorio, che senza il supporto degli Stati Uniti la difesa del paese sarebbe compromessa.
La cooperazione di sicurezza in vigore da anni
Quella sollevata da Bannon è, però, una questione che affonda le radici in un passato non recente. La cornice giuridica che disciplina la collaborazione tra Italia e Stati Uniti in materia di sicurezza e contrasto alla criminalità organizzata risale, infatti, a un accordo siglato nel maggio del 2009, durante un governo di centrodestra, e successivamente ratificato. È in base a questo accordo, come emerge da documenti, che dal marzo 2015 la componente investigativa dell'Ice opera in sinergia con le autorità italiane, senza però svolgere in autonomia funzioni di polizia sul territorio nazionale, attività che rimangono di esclusiva competenza delle forze dell'ordine locali.
Il governo ribadisce il "modello italiano" di sicurezza
Dal canto suo, l'esecutivo italiano ha tenuto a precisare la propria posizione, rimarcando la piena sovranità nelle scelte operative. Il ministro dello Sport ha chiarito che la sicurezza durante l'evento olimpico sarà garantita nel rigoroso rispetto dei protocolli nazionali, frutto di un collaudato modello di ordine pubblico. Questo sistema, che vede una regia centralizzata del Ministero dell'Interno e il supporto di altri corpi come i Carabinieri e la Guardia di Finanza, rappresenta, secondo le dichiarazioni ufficiali, la garanzia principale per la tutela dell'evento e della pubblica tranquillità, anche in un contesto ampio e complesso come quello dei Giochi.
Il contesto politico: il cortocircuito alla Camera
Le dure parole di Bannon giungono in un giorno di forti tensioni politiche domestiche, caratterizzato da un episodio significativo alla Camera dei Deputati. Era infatti prevista, su invito di esponenti della Lega, una conferenza stampa di alcune organizzazioni di estrema destra, tra cui gruppi noti per le loro posizioni radicali. L'iniziativa, che avrebbe dovuto discutere temi come una proposta di legge sulla cosiddetta "remigrazione", ha suscitato immediate e ferme proteste. Le opposizioni parlamentari, contestando con decisione la legittimità di un simile evento all'interno di Palazzo Montecitorio, hanno occupato materialmente la sala delle conferenze, causando di fatto l'annullamento dell'appuntamento.




