Stellantis, il ritorno dei marchionne boys con Ciancia e Cappellano
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Redazione Economia
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Il nuovo corso di Stellantis, sotto la guida dell'amministratore delegato Antonio Filosa, sta progressivamente ridisegnando la mappa del potere interno, operando - attraverso una serie di movimenti strategici - un deciso avvicendamento nella squadra di vertice che era stata plasmata dal suo predecessore. Questa riorganizzazione, che anticipa il nuovo piano industriale atteso per il 2026, non si limita a una semplice rotazione di posizioni ma sembra delineare un ritorno di quelle competenze e di quella cultura manageriale che caratterizzavano la Fiat Chrysler di Sergio Marchionne, segnando una fase significativa nella storia del gruppo prima della fusione. Le ultime nomine, che hanno interessato alcune delle aree più critiche dell'operatività globale, confermano una tendenza ormai chiara: la sostituzione graduale dei dirigenti legati all'era di Carlos Tavares con figure di estrazione Fca, le quali portano con sé un bagaglio di esperienze maturate in un contesto industriale profondamente diverso.
Il rientro di Francesco Ciancia dal gruppo Mercedes-Benz
Tra i cambiamenti più significativi spicca il ritorno in azienda di Francesco Ciancia, che, a partire dal primo novembre, assumerà l'incarico di Global Head of Manufacturing, prendendo il posto di Arnaud Deboeuf. Ciancia, che aveva lasciato Stellantis nel 2022 dopo avervi lavorato per oltre vent'anni - un percorso iniziato nel lontano 2001 - per approdare in Mercedes-Benz dove guidava le operazioni per i veicoli commerciali a Stoccarda, fa dunque ritorno in seno al gruppo. A lui sarà affidata la responsabilità di guidare la trasformazione dei processi produttivi su scala mondiale, un compito di primaria importanza in un momento di transizione tecnologica verso l'elettrificazione e di efficientamento delle linee di assemblaggio.
La nuova Europa di Emanuele Cappellano e il caso Imparato
Parallelamente, un altro tassello fondamentale di questa riorganizzazione è rappresentato dalla nomina di Emanuele Cappellano a capo della regione "Enlarged Europe" e di tutti i marchi europei del gruppo. Cappellano, che aveva fatto il suo ingresso in Fca nel 2002, prende le redini di un mercato cruciale, subentrando a Jean-Philippe Imparato. Quest'ultimo, a sua volta, è stato destinato a un nuovo e prestigioso incarico, andando a ricoprire il ruolo di amministratore delegato per il brand Maserati. Una mossa, questa, che da un lato premia l'esperienza di un manager di lungo corso come Cappellano e dall'altro affida a Imparato la sfida di rilanciare un marchio iconico del lusso automobilistico, che necessita di una strategia commerciale e di prodotto ben definita.
Una leadership con un'impronta sempre più italiana
L'insieme di questi movimenti, che segue di poco la nomina di un nuovo direttore finanziario molto vicino a Filosa, contribuisce a comporre un quadro dirigenziale profondamente rinnovato, dove i profili di matrice Fiat Chrysler acquisiscono un peso preponderante. All'epoca della nascita di Stellantis, nel 2021, la composizione del team di vertice era stata caratterizzata da una forte presenza di manager francesi ed europei, una scelta che, secondo alcune analisi, avrebbe forse limitato una piena espansione nel mercato nordamericano, storicamente il più redditizio per il gruppo. Ora, con l'avvicendamento di figure come Ciancia e Cappellano, si assiste a un riequilibrio che punta a valorizzare specifiche competenze e una conoscenza radicata di determinati processi industriali, indicando una possibile svolta nella governance e nell'indirizzo strategico della società.




