Protesta alla Mostra di Venezia: il collettivo chiede l’esclusione di Gadot e Butler

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un collettivo di artisti, giornalisti e attivisti noto come Venice4Palestine ha sollecitato con un appello formale gli organizzatori della Biennale di Venezia a revocare gli inviti estesi agli attori Gal Gadot e Gerard Butler, i quali – si legge nella missiva – sono pubblicamente schierati a sostegno di Israele nel corso delle operazioni militari nella striscia di Gaza. La richiesta, perentoria, non si limita a chiedere l’esclusione dei due noti divi hollywoodiani, ma avanza anche la proposta di garantire una significativa rappresentanza a voci e narrativa palestinese all’interno del programma ufficiale della kermesse.

L’iniziativa, che ha già raccolto il sostegno di circa milleseicento firmatari secondo quanto dichiarato dal gruppo, rappresenta l’ultimo di una serie di tentativi portati avanti da frange dell’attivismo pro-palestinese per influenzare le scelte artistiche e le linee guida di grandi istituzioni culturali internazionali, trasformando le piattaforme espositive in arene di un confronto politico sempre più acceso e polarizzato. La lettera, indirizzata alla direzione della Biennale, utilizza un linguaggio netto e definisce “genocidio” l’operato israeliano a Gaza.

La replica dell’ente organizzatore, peraltro, non si è fatta attendere: la Biennale, attraverso i suoi canali ufficiali, ha ribadito la propria natura di istituzione aperta al dialogo e al confronto su tutte le questioni urgenti, sottolineando come la propria missione primaria resti quella di fornire spazi di libera espressione, senza per questo cedere a pressioni esterne che mirino a limitare la partecipazione degli invitati. Una presa di posizione che, seppur misurata, sembra al momento precludere qualsiasi possibilità di accoglimento delle richieste del collettivo.

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