Venezia 2025, Verdone e la petizione su Gadot e Butler: "Mi hanno messo in mezzo"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Carlo Verdone precisa la sua posizione riguardo alla controversa petizione, da lui sottoscritta, che chiedeva inizialmente una presa di posizione sulla situazione a Gaza ma che, in un secondo momento, è stata modificata includendo l’appello all’esclusione di Gal Gadot e Gerard Butler dalla prossima Mostra del Cinema di Venezia. Il cineasta romano, intervistato dal Corriere della Sera, ha dichiarato di essersi trovato suo malgrado al centro di un dibattito che non aveva previsto, sottolineando come il testo originario non contenesse i nomi dei due attori hollywoodiani, noti per le loro posizioni filo-israeliane.
«Diciamo la verità, mi hanno messo in mezzo», ha affermato Verdone, raccontando di essere stato avvicinato da Silvia Scola, figlia del compianto maestro Ettore Scola, la quale gli aveva proposto di firmare un appello contro quanto sta accadendo a Gaza. Il regista, pur dichiarandosi «contrario» a quanto espresso nella versione finale della petizione, ha voluto chiarire la natura della sua adesione, che era esclusivamente dettata da un moto di solidarietà umanitaria e non da un intento censorio verso i due colleghi.
L’episodio si inserisce in un contesto festivaliero, quello veneziano, che da sempre oltrepassa i confini della settima arte per farsi cassa di risonanza di tensioni geopolitiche globali. Il collettivo Venice4Palestine, promotore dell’iniziativa, ha infatti puntato i riflettori sulle simpatie politiche dei due attori, trasformando il loro invito al Lido in un caso che divide il mondo della cultura, al quale hanno già partecipano, con le loro dichiarazioni, personalità come Paolo Sorrentino e la direzione della Biennale.




