Dubai e Abu Dhabi sotto attacco: missili e droni colpiscono gli aeroporti e il Burj Al Arab
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Redazione Esteri
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La notte appena trascorsa ha segnato una drammatica escalation del conflitto mediorientale, con il territorio degli Emirati Arabi Uniti che è stato fatto oggetto di una serie di attacchi a tappeto da parte dell'Iran. Un'azione di rappresaglia, questa, che ha preso di mira direttamente il cuore pulsante del Paese, concentrandosi in particolare su Dubai e Abu Dhabi, le due città simbolo della ricchezza e della modernità del Golfo. Testimonianze dirette di giornalisti presenti sul posto, impegnati a seguire l'evolversi della situazione, confermano l'impatto di missili e droni, alcuni dei quali visibili nei cieli notturni, che hanno seminato panico e distruzione. Tra gli obiettivi centrati, spicca il Terminal 3 dell'aeroporto internazionale di Dubai (DXB), il principale hub per i passeggeri in transito, dove l'impatto di un drone ha reso necessaria l'evacuazione immediata della struttura; non meno significativo è il danneggiamento riportato dal Burj Al Arab, l'iconico hotel a vela di lusso che rappresenta l'immagine stessa dell'emirato nel mondo.
Il blocco dei voli paralizza il motore economico di Dubai
Le conseguenze immediate di questi attacchi si sono riversate sull'intero sistema dei trasporti aerei, con la chiusura precauzionale ma ormai inderogabile sia del DXB che dell'aeroporto Al Maktoum. Una decisione, quella di fermare le operazioni, che ha di fatto bloccato un flusso giornaliero di oltre 260.000 passeggeri, provocando la cancellazione o la deviazione di centinaia di voli. Le prime stime tracciate dagli analisti economici dipingono uno scenario allarmante per le compagnie di bandiera come Emirates, che si trovano ad affrontare perdite che potrebbero superare i 100 milioni di dollari al giorno. Non si tratta soltanto di un danno per il settore dell'aviazione civile, ma di una battuta d'arresto che coinvolge a cascata l'intera filiera del turismo e dei servizi: hotel a cinque stelle, centri commerciali e tutte le attività legate all'accoglienza stanno subendo un impatto immediato, con prospettive a breve termine che appaiono quanto mai incerte.
Oltre duecento studenti italiani bloccati nell'emirato
In questo quadro di tensione e di crisi internazionale, la Farnesina ha diramato una nota ufficiale per aggiornare sulla sorte dei cittadini italiani rimasti intrappolati nella zona. L'attenzione del ministero degli Esteri si è concentrata in particolare sul caso di circa duecento studenti, accompagnati dai loro tutor, che si trovano attualmente bloccati a Dubai. Il gruppo, parte del progetto “L’ambasciatore del futuro” promosso da WSC Italia Global Leaders srl, era partito lo scorso sabato 21 per prendere parte a uno stage formativo, con il rientro programmato per sabato 28. I piani, però, sono saltati nella tarda mattinata di ieri, quando i giovani hanno ricevuto la comunicazione della cancellazione del volo di ritorno, conseguenza diretta della chiusura temporanea dello spazio aereo disposta dalle autorità per ragioni di sicurezza. L'ambasciata ad Abu Dhabi e il consolato a Dubai, come riferito dalla nota ufficiale, si sono attivati per seguire la situazione di queste centinaia di italiani, monitorando costantemente gli sviluppi.
Paura tra i giovani in attesa di rimpatrio
La preoccupazione è palpabile, specialmente tra i genitori e le comunità di origine dei ragazzi. Alcuni di loro, come emerge da notizie che giungono dal territorio, provengono da piccoli centri della provincia italiana: è il caso, ad esempio, di tre studenti residenti a San Sebastiano al Vesuvio. Le loro voci, filtrate attraverso contatti con i familiari, raccontano lo smarrimento e il timore per quanto sta accadendo. Le testimonianze parlano di una situazione di paura diffusa, con il fragore delle esplosioni e la vista dei mezzi militari in movimento a rendere l'atmosfera surreale e opprimente. L'incertezza sui tempi di riapertura dello spazio aereo e sulla possibilità di organizzare voli straordinari per il rimpatrio tiene col fiato sospeso le famiglie, mentre gli studenti, isolati in un Paese sotto attacco, attendono notizie da Roma che possano finalmente delineare una via d'uscita da quella che è diventata una trappola.




